Ovunque un comitato per il no alla guerra!

L’escalation del conflitto fra la Russia e l’Ucraina è arrivata a un punto di svolta drammatica. In Medio Oriente il martirio di Gaza procede da quasi un anno senza che si intravedano schiarite. In assenza di un immediato cessate il fuoco il mondo intero precipiterà in una catastrofe inimmaginabile. Per evitarlo, in ogni città, in ogni quartiere, in ogni scuola deve sorgere un comitato per il no alla guerra.

No alla guerra! Per una nuova pagina del pacifismo

Perché in Italia il pacifismo non raccoglie consensi di massa? Forse perché non esiste un movimento pacifista, ma una miriade di movimenti pacifisti, ognuno con il suo programma e la sua piccola cerchia. Bisogna cambiare strada e costruire un movimento unico, dotato di poche parole d’ordine, semplici e determinate. Anzi di una sola parola d’ordine: “no alla guerra!”.

Gaza e Ucraina: va in scena il suicidio dell’Europa

Le classi dirigenti europee stanno consumando un suicidio politico ed economico. La prosecuzione della guerra in Ucraina “fino alla vittoria” e il massacro senza fine a Gaza e in Cisgiordania sono coerenti alla politica imperiale degli Stati Uniti ma condannano l’Europa all’irrilevanza esterna mentre, nei singoli Stati, deperisce la democrazia e crescono la repressione del dissenso e la manipolazione dell’informazione.

Se Zelensky ci trascina in guerra

Con l’invasione ucraina del territorio russo nella zona di Kursk si è verificato un salto di qualità nel conflitto tra Federazione russa e Ucraina. L’incursione, priva di rilevanza militare, punta, infatti, a esasperare il conflitto e a indurre la Russia a massimizzare la violenza, provocando così l’ingresso definitivo in guerra della NATO. A fronte di ciò è urgente una mobilitazione delle coscienze per dire no alla guerra, senza se e senza ma.

Non tutto può essere permesso a Zelensky

La narrazione mainstream della guerra in Ucraina come di un episodio della lotta delle “democrazie” contro le “autocrazie” qualche volta inciampa in imbarazzanti smentite. È il caso della soppressione per legge della Chiesa ortodossa di Onufrio (che conta milioni di fedeli) e di una conduzione delle operazioni in territorio russo che propone il rischio di una catastrofe nucleare. Come se tutto fosse permesso a Zelensky.

Guerra in Ucraina: negoziare ora!

Dopo più di due anni la guerra in Ucraina è in situazione di stallo mentre continuano, incessanti, le perdite di vite umane. È chiaro che nessuna delle parti raggiungerà gli obiettivi originari. Ciò impone, a maggior ragione, l’apertura di un negoziato su cessate il fuoco, fornitura di armi e integrità territoriale. Tocca anche ai cittadini europei chiederlo, con iniziative appropriate, nella campagna elettorale in corso.

Dopo l’attentato di Mosca: per non diventare “bestie con le zanne di uranio”

Il terribile attentato di Mosca si inserisce in una situazione internazionale bloccata nella quale l’unico paradigma in campo, dall’Ucraina a Gaza, è lo scontro armato, fino alla vittoria. Variano, tra le parti, le valutazioni sulle responsabilità, non le prospettive di soluzione dei conflitti. Eppure, se non saranno messi in capo strumenti alternativi nonviolenti, l’esito non potrà che essere la reciproca distruzione.

Quanto tempo rimane all’Ucraina? E alla Russia?

Più nessuno crede alla propaganda bellica di Zelensky. Mentre il potere di Putin (che usa tutti i mezzi a sua disposizione, anche i più crudeli) è incontrastato e la Russia è in grado di programmare nuove azioni, l’offensiva ucraina dei mesi scorsi è clamorosamente fallita e la cerchia intorno al presidente ucraino si sta sfaldando. Per lui e per l’Ucraina il tempo non è finito ma si sta esaurendo assai rapidamente.