L’altra America: si riaffacciano le lotte dei lavoratori

Negli Stati Uniti la spesa per armi, il mancato rinnovo della assicurazione medica per le fasce deboli e l’abbassamento delle tasse per i ricchi hanno colpito duramente lavoratrici e lavoratori. Il mondo del lavoro però, seppur con grandi difficoltà, si sta riorganizzando: dallo sciopero nella multinazionale Starbucks alle lotte nel settore del lavoro pubblico pare cominciato un ciclo di lotte destinato a non esaurirsi.

Ma dove vanno i milionari

Il primo ministro francese François Bayrou accusa l’Italia di “dumping fiscale”, cioè di offrire una tassazione eccessivamente favorevole per attrarre contribuenti stranieri. Il Governo italiano si scandalizza ma, in effetti, per gli stranieri ricchi che si trasferiscono in Italia è prevista una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno. La conseguenza è che siamo al terzo posto tra le mete dei ricchi che vogliono cambiare nazione di residenza.

La buonuscita di Tavares non è un destino

La buonuscita multimilionaria di Tavares mette a nudo le incongruenze del sistema. Una tassazione adeguata attenuerebbe lo scandalo. Ma non è quella attuale. Anzi, tutti, a destra e a sinistra, parlano di ridurre le tasse. Per questo l’indignazione della politica di fronte a buonuscite e retribuzioni dei tanti Tavares è ipocrita, strumentale e non credibile. Quando capirà, la sinistra, che il suo ruolo è togliere ai ricchi per dare ai poveri?

Debito pubblico e altri animali

3.000 miliardi di euro. È il debito pubblico italiano nel 2024. 50mila euro per abitante della penisola. Come dice il Governatore della Banca d’Italia, «l’Italia è l’unico Paese dell’area euro in cui la spesa pubblica per interessi sul debito è pressoché equivalente a quella per l’istruzione». Ma il Governo pensa a come ridurre le tasse. Anche se ciò significa solo nascondere la testa sotto la sabbia.

Redditometro? Sì, anzi no

Se per il Governo Meloni «le tasse sono un pizzo di Stato», è ovvio che ogni strumento utile a individuare gli evasori sia considerato “il grande fratello” fiscale. Dunque, il redditometro non s’ha da fare, soprattutto a un mese dal voto. Anche perché vale sempre la promessa iniziale fatta dalla presidente del Consiglio subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi: «Non disturberemo chi vuol fare».

Povertà, salute negata e contraddizioni del Governo

Il Servizio Sanitario Nazionale è inadeguato, il Sud è prossimo al “deserto sanitario”, la povertà è ai massimi storici, gli sfratti per morosità aumentano mentre, parallelamente, crescono i super ricchi e i loro patrimoni. Per invertire la tendenza bisognerebbe potenziare la sanità ed evitarne la frammentazione, investire nel welfare prelevando risorse dai redditi più alti. Ma il Governo continua a percorrere la strada opposta.

Il campionato di calcio e le contraddizioni della destra sulle tasse

C’è un apologo interessante che viene dal mondo del calcio. La Reggina è esclusa dal campionato di serie B per il mancato pagamento integrale dei debiti accumulati negli anni (avendo definito un concordato in cui si impegna a pagare il 5 per cento del dovuto). A insorgere sono presidenti e rappresentanti delle società in regola con i pagamenti. Quegli stessi che, in Parlamento, propongono un condono per gli evasori…

Giorgia Meloni, le tasse e il pizzo di Stato

Nel Paese europeo con la più alta evasione fiscale pro-capite la presidente del Consiglio, rivolta ai piccoli commercianti, definisce le tasse “un pizzo”. E lo fa in un comizio elettorale a Catania, città dove il pizzo mafioso è storicamente assai noto. Da Berlusconi a Meloni. Come scriveva Pasolini, «lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale».

Anche la Finlandia va a destra

Come in Svezia a settembre, la destra vince le elezioni in Finlandia. Alla premier socialdemocratica Sanna Marin non è bastato attuare una riforma in senso egualitario dei servizi sociali e sanitari e rassicurare l’elettorato moderato abbracciando posizioni ultra-atlantiste e militariste. Il ceto medio, spaventato dalla crisi economica, ha, ancora una volta, creduto agli slogan del taglio delle tasse e dello stop ai migranti.