Ucraina, dollari e yuan

I commentatori italiani, e non solo, hanno perlopiù ignorato i dati macroeconomici di fondo che stanno alla base della guerra d’Ucraina. Eppure non dovrebbero essere trascurati, perché senza prenderli in considerazione non è possibile capire perché sia la Russia che gli USA abbiano preferito la guerra a un’intesa diplomatica.

“Tempo di speranza”: una campagna per la liberazione di Abdullah Öcalan

Abdullah Öcalan (Apo), per milioni di kurdi la speranza, la voce che guida nella difesa dell’identità e della vita, è imprigionato da 23 anni nel carcere di massima sicurezza di Imrali in assoluto isolamento. A nulla sono valse le campagne per la sua liberazione, anche per il sostegno degli Stati Uniti al Governo turco. “Tempo di speranza” è una nuova campagna per la sua libertà.

Biden cancella la pena a 6.500 condannati per detenzione di marijuana

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la cancellazione delle pene dei condannati per il reato federale di detenzione di marijuana. È un cambiamento fondamentale nella risposta dell’America a una droga che è stata al centro di uno scontro ideologico e politico per più di mezzo secolo. Anche se è ancora presto per dirlo potrebbe essere un primo passo verso la legalizzazione.

Il buio oltre l’orizzonte

La situazione italiana si intreccia con quella internazionale. Noi sosteniamo la controffensiva ucraina che mira a sconfiggere la Russia; quest’ultima fa sapere che, se messa alle strette, userà l’arma nucleare; gli Stati Uniti annunciano che, se ciò accadrà, risponderanno con la stessa moneta; così noi ci troveremo coinvolti in una guerra nucleare. Ma nessuno sembra rendersene conto.

Trump e la fragilità della democrazia degli Stati Uniti

Donald Trump è il simbolo delle fragilità strutturali della democrazia degli Stati Uniti, in balia di un ex presidente che continua a trasgredire le regole del sistema democratico ma che è ancora capace di trainare il consenso di una consistente fetta dell’elettorato. Ciò rende assai delicata la gestione dei processi in corso a suo carico che, paradossalmente, gli stanno dando una grossa mano.

Il disastro della politica estera Usa. E noi?

Mentre nel mondo è sempre più evidente la crisi dell’egemonia americana, il futuro del nostro Paese è stato anticipato da Draghi: qualunque sia il governo che si formerà dopo le elezioni, la sua politica economica è già stata determinata dalla Commissione europea e la sua politica estera (e militare) è già stata determinata da NATO e USA. Il nostro compito è provare a incrinare questa granitica sicurezza.

Effetto farfalla. Un anno dopo la fuga da Kabul

Un anno fa le truppe statunitensi fuggivano precipitosamente dall’Afghanistan abbandonando la popolazione al potere dei talebani. L’anniversario impone una riflessione su decenni di politica internazionale estesi fino all’oggi. In Afghanistan hanno perso tutti, tranne il complesso militare-industriale che ha visto lievitare i propri profitti di morte. È quel che rischia di accadere in Ucraina.

Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale

Stati Uniti, Russia e Cina ripropongono a Taiwan e in Ucraina la tradizionale contrapposizione Est-Ovest. Siamo, per usare l’espressione del romano pontefice, nella terza guerra mondiale a pezzi. Con il rischio che diventi la nuova Grande Guerra tout court. Intanto, l’esplosione demografica dell’ex Terzo Mondo rischia di aprire nuovi fronti lungo la faglia Nord-Sud, mentre il resto del mondo siamo noi.

Il diritto all’aborto, le costituzioni, la lotta per i diritti

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto di aborto è, per diversi aspetti, illuminante. Dice, in particolare, che i diritti non sono dati per sempre, ma vivono nella storia e sono l’esito di lotte e rapporti di forza. Certo, ci sono le Costituzioni, ma anch’esse possono essere oggetto di interpretazioni riduttive o abbandonate, sovrastate da una differente egemonia.

Il Governo Draghi è davvero intoccabile?

Di fronte alla nuova fase di guerra (per ora fredda) tra blocchi contrapposti, l’Italia ha di fonte a sé due strade: un atlantismo prono e acritico e la promozione di un multilateralismo che rifiuta lo scontro tra civiltà e persegue una decostruzione dei blocchi dall’interno. Su questo, non su effimeri personalismi, si devono giocare le sorti di un Governo che non è detto debba durare sino al termine della legislatura.