Stati Uniti. Dopo le sentenze su armi e aborto: c’era una volta la Corte Suprema

Le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti sul porto d’armi e sull’aborto segnano un punto di non ritorno. La Corte ha scelto di abbandonare il piano tecnico e di scendere direttamente nell’agone politico, così ponendo una pietra tombale sulla sua credibilità come giudice delle leggi e decretando il declino del modello statunitense, associato a un ideale di civiltà giuridica avanzata.

La crisi delle democrazie e il futuro del pianeta

Mentre la guerra insanguina l’Europa, la crisi della democrazia statunitense si interseca con l’ombra lunga di un golpe annunciato in Brasile in caso di vittoria di Lula e con la fine del compromesso costituzionale su cui si fonda lo stato indiano. Un quadro meno fosco può venire solo dall’avvento di un sistema internazionale multipolare in cui i sistemi democratici competano pacificamente con il colosso cinese.

Alcune domande sulla guerra in Ucraina

In tempo di guerra è difficile garantire spazio alle varie analisi e ai diversi punti di vista. Ma non c’è alternativa: bisogna porre domande scomode per capire cosa sta davvero accadendo e per definire le politiche necessarie. L’origine della guerra in Ucraina la conosciamo bene ma ciò non basta se non si dà risposta ad alcune domande riguardanti il ruolo degli Stati Uniti e della NATO.

Piano di pace cercasi

Abbiamo superato il novantesimo giorno di guerra senza che si intravedano soluzioni. L’Italia ha finalmente emesso un vagito presentando la bozza di un piano di pace che, timidamente, affronta le controversie sul tappeto. Le reazioni di tutte le parti sono state negative. Ma non c’è alternativa. Occorre rilanciare, sollecitando Francia e Germania a ripresentare un piano di pace comune. Subito.

La guerra in Ucraina: un conflitto globale

La guerra in Ucraina segna l’inizio di una nuova era geopolitica. Le sue conseguenze già si sentono in tutto il mondo: nessun paese, per quanto lontano, è al sicuro dagli effetti del conflitto. Le operazioni di guerra avvengono in un territorio limitato ma con dimensioni planetarie. Lo dimostrano la posizione della Cina, il riarmo tedesco e il riavvicinamento tra Stati Uniti e Venezuela.

L’Ucraina e il futuro dell’Europa

La guerra che insanguina l’Ucraina rivela la conflittualità connivente tra la Russia e gli Stati Uniti, potenze imperiali ancor più pericolose perché in declino. Ad esserne vittima, con l’Ucraina e i suoi abitanti, è l’Europa, che si vorrebbe ricondotta sotto il tallone della NATO, dipendente da risorse energetiche fornite dagli Stati Uniti, riarmata nel quadro dell’Alleanza atlantica senza un strategia propria.

La guerra in Ucraina e gli interessi divergenti di Europa e Stati Uniti

L’Europa ha bisogno che si ponga fine alla guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno interesse a che la guerra continui per isolare la Russia e mantenere l’Europa nella loro sfera d’influenza. La presenza di Biden al Consiglio europeo del 24-25 marzo è un segnale univoco della rinuncia dell’Europa, sempre più schiacciata sulla NATO, ad assumere una soggettività politica autonoma.

Ucraina. La retorica bellica che mina le trattative di pace

«Il rifiuto semplicistico di riconoscere le complesse radici delle tensioni nella regione ucraina mina la capacità dei negoziatori di raggiungere una soluzione pacifica. Sono estremamente preoccupato quando sento tamburi familiari a Washington, la retorica bellica amplificata prima di ogni guerra, che ci chiede di “mostrare la forza”, di “diventare duri” e di non impegnarci nella “pacificazione”».

USA. Melissa Lucio, ovvero quando l’omicidio è di Stato

L’ultimo ricorso è stato respinto e il prossimo 27 aprile la condanna a morte di Melissa Lucio sarà eseguita, nonostante i molti dubbi sulla regolarità del suo processo. È l’ennesima prova di quanto barbaro sia un paese che non solo prevede ed esegue la pena di morte, ma il cui sistema processuale permette con facilità di condannare senza scampo chi è troppo debole per difendersi.