L’altra America: si riaffacciano le lotte dei lavoratori

Negli Stati Uniti la spesa per armi, il mancato rinnovo della assicurazione medica per le fasce deboli e l’abbassamento delle tasse per i ricchi hanno colpito duramente lavoratrici e lavoratori. Il mondo del lavoro però, seppur con grandi difficoltà, si sta riorganizzando: dallo sciopero nella multinazionale Starbucks alle lotte nel settore del lavoro pubblico pare cominciato un ciclo di lotte destinato a non esaurirsi.

Scioperare per Gaza

L’imponente partecipazione allo sciopero a sostegno della Global Sumud Flotilla e contro il genocidio a Gaza rinvia al mittente le intimidazioni del Governo. Né bastano a negare legittimità allo sciopero, le censure di una Commissione di garanzia totalmente appiattita sul’esecutivo, in netto contrasto con gli orientamenti della Corte costituzionale e della Cassazione.

Sanità. Scioperiamo per non doverci licenziare

In Piemonte ogni giorno un medico si dimette dagli ospedali per lavorare nel privato o aprire una partita Iva. È la reazione alla situazione del servizio sanitario pubblico, insostenibile per i medici e gli infermieri e per i cittadini. Ma una soluzione giusta non può essere individuale. Deve essere collettiva. Per questo abbiamo scioperato. Abbiamo chiuso gli ospedali un giorno perché non debbano chiudere per sempre.

Sciopero: la prima volta alla Samsung in Corea del Sud

Venerdì scorso, per la prima volta, i lavoratori di Samsung, il gigante sudcoreano, sono scesi in sciopero per protestare. Fino ad allora i lavoratori del gigante sudcoreano avevano calato la testa, nonostante i ritmi di lavoro asfissianti e lo stress psicofisico. La lotta sindacale rischia di bloccare la produzione di chip di memoria e, per questo, è seguita con apprensione anche dal Governo.

Auto. La fuga di Stellantis e la risposta operaia

Meno di 20 anni fa a Mirafiori si producevano 213mila auto all’anno. Nel 2023 si è scesi a 85mila. Intanto gli occupati si sono dimezzati (passando da 24mila agli attuali 12mila) e il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventato regola. Di fronte a questa fuga di Stellantis da Torino e dall’Italia, lo sciopero e la grande manifestazione del 12 aprile sono un primo passo che le istituzioni non possono ignorare.

L’attacco al diritto di sciopero è un attacco alla Costituzione

L’attacco di matrice autoritaria sferrato al mondo del lavoro e al diritto di sciopero dal ministro Salvini (e non solo) è parte del più ampio disegno di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale perseguito dalla destra: perché lo sciopero non è solo uno dei tanti diritti sanciti dalla Costituzione, ma è un cardine, uno degli elementi portanti della Repubblica.

Squadrismo istituzionale

Squadrismo istituzionale

“Squadrismo istituzionale” l’ha definito il segretario della UIL Bombardieri. “Un attacco gravissimo del governo a un diritto fondamentale delle persone che lavorano”, ha aggiunto Landini per la CGIL. Ormai è chiaro che questa destra segnata dalla sua matrice neofascista va aggredendo, giorno dopo giorno, in forma sempre più sistematica, ad ampio raggio, tutti i residui fondamenti della nostra democrazia, sociale e politica

Delitto di sciopero: tutto il mondo è paese

Alzare il costo dei biglietti e abbassare quello del lavoro è la logica delle aziende ferroviarie di là e di qua dell’oceano. E quando i lavoratori protestano i Governi reagiscono negando loro (o limitando) il diritto di sciopero. Lo ha fatto in Italia, il 13 luglio, il ministro Salvini; lo aveva fatto, a dicembre, Biden negli Stati Uniti. È la legge del profitto, che non vuole eccezioni: né a destra né a sinistra.