Scienziati contro la guerra

Siamo immersi in guerre sempre più catastrofiche, alimentate dalla produzione di armi e dalla cultura che la sostiene. È evidente la responsabilità, nella corsa agli armamenti, dei molti scienziati che vi hanno contribuito. Ma non va dimenticato, per rilanciarlo, l’impegno nella promozione della pace e contro il proliferare di strumenti bellici di non pochi ricercatori e, spesso, della comunità scientifica nel suo insieme.

Per Sergio Mattarella l’ambiente non esiste

Sergio Mattarella sta per concludere il suo mandato e ancora siamo in attesa di un suo discorso impegnativo sull’ambiente. In questi sette anni il presidente ha parlato di tutto, a cominciare dalla centralità della persona umana, ma di ambiente mai, salvo frasi di circostanza. La cosa più triste è che questo silenzio sembra rappresentare l’insensibilità al riguardo di gran parte degli italiani.

Le leggi della fisica e la crescita impossibile

Più deperisce il mondo vitale, più cresce una sorta di religione fondata su due assiomi: la tecnoscienza troverà le soluzioni idonee a tutti i nostri problemi e la “mano invisibile” del mercato canalizzerà il denaro per finanziare le innovazioni necessarie. Non è così – ci dicono due autorevoli studiosi – e i fatti lo dimostreranno. Drammaticamente.

Benjamín Labatut, Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 2021)

Opera di finzione basata su fatti reali, meraviglioso intrico di racconti che conducono il lettore a esplorare i limiti della conoscenza scientifica. Un libro in cui i colori diventano veleni (dal Blu di Prussia allo Zyklon B delle camere a gas) e i laboratori scientifici campi di battaglia in cui la possibilità di salvezza del genere umano si confonde con l’incubo della sua dissoluzione.