Gaza. Chiamare il genocidio con il suo nome

Dobbiamo chiamare genocidio il genocidio. Per onorare i morti: uccisi anche in culla solo perché palestinesi. Nascondere questa terrificante evidenza non è difendere la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo. Al contrario. Ci siamo detti che se Auschwitz fosse stato sotto gli occhi del mondo, il mondo sarebbe insorto. Oggi accade di nuovo: senza che il mondo insorga e nella complicità dei nostri governi.

Il nazismo dentro di noi

Massacri e genocidi trovano alimento e copertura in posizioni che non riconoscono nell’altro l’umanità che viene attribuita a se stessi e al proprio gruppo socio-culturale. È questo il cemento ideologico che ha prodotto lo sterminio nazista del popolo ebraico, ritenuto, appunto, “razza inferiore”. Ed è la concezione che sta alla base del genocidio in atto a Gaza. È il nazismo che sta in noi e contro cui occorre vigilare.

Ade Zeno, I Santi mostri (Bollati Boringhieri, 2024)

In un mix di romanzo gotico, storico e picaresco, la storia di un gruppo di freaks, i classici “fenomeni da baraccone”, nella Germania del 1924, all’alba dell’ascesa nazista. Inutile dire che i veri mostri non sono i diversi, quelli che la società scarta o deride, ma quelli che smaniano per arrivare al potere, quelli a cui noi diamo il voto e la fiducia e che poi distruggono nazioni e popoli a colpi di ideologie malate e deformi.

Destra estrema: simboli, corpi, rituali. Un reportage

«Sono stato nelle strade, dove la galassia della destra estrema si muove in formazione militare, agita piazze e periferie, fomentando le rivolte contro Rom e immigrati. E sono stato nei raduni in capannoni fuori dalle grandi città del nord, con una colonna sonora di musica hardcore, dura, urlata, sparata ad altissimo volume». L’esito è, ora, una mostra fotografica di grande intensità allestita a Brescia.

“Suspiria”. In Germania va in scena la favola del male

Torna nelle sale, in versione restaurata, “Suspiria”, il film del 1977 che vide il passaggio di Dario Argento dal thriller all’horror. Poco compreso all’atto della sua uscita, il film è pieno di dissonanze e di apparenti incongruenze che rimandano al nazismo e all’attualità e hanno sullo sfondo una domanda: davvero il male può essere considerato semplicemente un disvalore morale?

Le catene di Ilaria e il Governo Meloni

Il disimpegno del Governo Meloni nei confronti della situazione di Ilaria Salis, colpevole di antifascismo, è un segnale inquietante. La carcerazione della giovane italiana in Ungheria e il suo trattamento pongono alla ribalta la rinascita dei fascismi in Paesi che già non ne furono immuni negli anni bui del nazismo. Anche per questo l’inerzia del governo italiano conferma l’ideologia e i progetti della destra che lo esprime.

L’atroce paradosso del nuovo antisemitismo

Un antisemitismo antico, diffuso nel mondo, ha accompagnato e favorito l’Olocausto, che ricordiamo nel Giorno della memoria. E numerosi sono stati gli esempi di reticenza e di implicita connivenza nei confronti dell’eccidio degli Ebrei. Oggi, per un atroce paradosso, il veleno antisemita riemerge, veicolato dal Governo di Israele con l’eccidio che si sta consumando nella striscia di Gaza.

Il fondamento della violenza nazista

«Che razza di esseri umani sono, che razza di mostri quelli che non sono mai sazi di uccidere, per i quali ogni miseria che riversavano sugli ebrei altro non era che uno stimolo a spingerli in una miseria ancora più profonda e più spietata?». La domanda di Thomas Mann rimanda al fenomeno dell’autoalimentazione della violenza che è stata il connotato più profondo dell’irrazionalismo nazista.

Quel che dobbiamo ricordare il Giorno della Memoria

Ciò che è successo potrebbe succedere ancora. Ora, Giorno della Memoria 2023, abbiamo il dovere di ricordare che il fascismo non è morto, e non è cambiato. E che, oggi, chi rivendica quelle idee atroci (che non sono separabili dai campi di sterminio cui portarono) è tornato al potere in Italia, e si appresta a calpestare la Costituzione antifascista del 1948, per ridare il potere nelle mani di uno solo.