Joan Baez: “Continuerò a cantare e a ballare marciando verso la terra della libertà”

Joan Baez, la leggendaria cantante e attivista, si racconta: “La gente mi chiede se penso che la musica sia importante in un movimento, e la mia risposta è: Non mi impegnerei in un movimento che non avesse la musica, perché è il suo supporto vitale. La musica è ciò che ci unisce e ci aiuta a superare i confini e le frontiere. È essenziale. Come il cibo”.

L’Alta Felicità del popolo no Tav

Ancora una volta in Valle di Susa, al Festival dell’Alta Felicità. Non si erano mai viste generazioni così diverse dare vita a una gigantesca foresta di Sherwood impegnata contro la follia del Tav, il dio denaro, la guerra. Non uno spintone. Risse per ubriachi molesti, zero. Malori per sostanze varie, zero. Spacciatori di droghe pesanti, zero. Polizia, zero. Solo i grandi giornali e i tg non se ne sono accorti e hanno parlato d’altro.

Israele-Hamas, riconoscere l’uomo anche nel nemico

Di fronte ai barbari atti terroristici di Hamas non ci si può fermare all’orrore. Bisogna offrire altre prospettive a coloro che sono attratti dall’estremismo, prendendo atto che questo conflitto ha una sola soluzione: sulla base della giustizia e dell’eguaglianza tra i popoli e senza forza armata e occupazione. Gli israeliani avranno sicurezza quando i palestinesi potranno provare speranza, cioè giustizia.

Ennio Morricone e l’alterità della musica

Compito della colonna sonora di un film, secondo Ennio Morricone, è di dar voce a ciò che nel film non c’è e non si vede, di esprimere non il visibile ma l’invisibile, non il detto e il dicibile ma il non detto e l’indicibile, non la luce non la penombra ma l’ombra, non la realtà e neppure il sogno ma l’utopia. Solo incarnando un tale compito un prodotto della creatività umana diventa opera d’arte.

Pulizia libraria in Ucraina

La guerra porta con sé, in Ucraina, una drastica “pulizia libraria”: sono banditi i libri scritti da cittadini russi ed è vietato diffondere opere di musicisti russi. Il presidente della sottocommissione per l’Informazione del Parlamento, ha fatto sapere che a fine 2022 già 19 milioni di libri erano stati eliminati e che, “a regime”, dovranno esserne eliminati 200 milioni! Certo non si difendono così la democrazia e le libertà.