Migranti: il fallimento dei decreti flussi

La politica tesa a regolamentare gli ingressi dei migranti in Italia attraverso il sistema delle quote prestabilite è fallito. Per molte ragioni, la più importante delle quali è che le assunzioni a distanza di persone sconosciute (su cui i decreti flussi si fondano) non funziona e non può funzionare. Bisognerebbe puntare su ingressi e permessi di soggiorno in attesa di occupazione, ma il governo preferisce finzioni e demagogia.

Gli italiani e i “migranti” nella Legione straniera

Mentre le guerre attraversano il mondo e l’Italia raggiunge il non invidiabile record del 10% di abitanti in povertà assoluta, il Parlamento discute dei nostri concittadini (soprattutto altoatesini) arruolatisi negli anni ‘50 nella Legione straniera e andati a combattere in Indocina. Il tema è la mancanza di onorificenze da parte della ingrata Francia e il dilemma se si trattò o meno di “migranti economici”. Incredibile ma vero!

Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Il diritto di asilo

Nel 2023, 114 milioni di persone (un abitante della Terra su 71, sei milioni in più rispetto alla fine del 2022) non sono stati liberi di scegliere di restare nel proprio Paese e ne sono state espulsi da guerre, persecuzioni, fame e sete. Ma, parallelamente, le politiche europee e del nostro Paese fanno di tutto per limitare l’ingresso a chi è in cerca di protezione. È la fotografia offerta dal Report 2023 della Fondazione Migrantes.

Parlare con il popolo, per non cadere nel populismo

Parlare con il popolo è molto diverso da parlare al popolo; anzi, è proprio l’opposto. È uno scambio bidirezionale, che alterna dire e ascoltare. Invece, parlare al popolo, in un’unica direzione, è la modalità tipica dei populisti di ogni genere, che non hanno bisogno di sentire, perché ritengono di sapere già cosa conviene dire. È una considerazione che sarebbe bene tenere sempre presente. Anche a sinistra.

Liberi di scegliere se restare o migrare

Il 1° gennaio 2023 erano residenti, in Italia, 5.050.257 cittadini stranieri. Il Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, giunto alla XXXII edizione, fotografa la situazione e le sue variazioni su diversi versanti (natalità, lavoro, scuola, status sociale) e conclude che, per superare l’approccio al fenomeno in termini emergenziali, è necessario, anzitutto, cambiarne la narrazione.

Migranti: i giudici applicano la Costituzione e bocciano il Governo

Secondo la Costituzione e il diritto europeo, chi richiede la protezione internazionale ha diritto a entrare in Italia e, salvo motivate esigenze contrarie, a non essere trattenuto nell’attesa di ricevere risposta. Per questo il Tribunale di Catania ha “liberato” tre migranti tunisini trattenuti nel centro per richiedenti asilo di Pozzallo. Il Governo si è irritato, ma dovrà farsene una ragione…

Il pizzo di Stato

Se sei un migrante in arrivo da Tunisia, Costa d’Avorio o altri paesi definiti “sicuri” dal nostro Governo, il tuo futuro, in attesa di avere risposta alla richiesta d’asilo, è in un campo di detenzione, costruito e sorvegliato dall’esercito, dove puoi restare anche 18 mesi. Ma tranquillo: se paghi 4.938 euro puoi restare libero. Ovviamente se te ne vai, metti caso in Germania, perdi tutto e il pizzo viene intascato dallo Stato… È il capitalismo, bellezza.