Per un bilancio critico del neoliberismo

Tramite una vera e propria rivoluzione politica e sociale, sia pure apparentemente incruenta, sul finire degli anni Settanta del secolo scorso si è affermata, imposta dall’alto, una nuova visione generale del mondo. Essa ha demolito in un decennio, o poco più, lo Stato sociale keynesiano, egemonico nel trentennio precedente, istituendo via via, in forme sempre più compiute, una sovranità globale di mercato.

Io non sto con Mario Draghi

Ciò che più colpisce nell’applaudito intervento di Mario Draghi al meeting di Rimini è lo slittamento semantico che gli consente di deformare e stravolgere una storia durata 70 anni, di trasformare i cittadini in consumatori, di inneggiare al mercato e alla sovranità, di sostituire l’eguaglianza con l’equità. Applaudirlo mentre ci prospetta come amministrare al meglio la corsa verso il baratro è un’abdicazione non della politica ma dell’intelletto.

Due referendum per chiudere la stagione del jobs act

I referendum in tema di licenziamenti, pur nei limiti strutturali di un intervento solo abrogativo, hanno un obiettivo chiaro: chiudere la stagione del jobs act e della preminenza delle ragioni del mercato su ogni altro valore, ripristinando un contesto contrattuale idoneo, in ragione della forza dissuasiva della sanzione prevista per il licenziamento illegittimo, a tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori.

Elegia per una lavatrice, o ditirambo slow

La sostituzione di una lavatrice fa capire della nostra società più che la lettura del miglior saggio di economia o antropologia. Le macchine hanno tanta elettronica, che raccoglie dati e aggiunge funzioni di cui nessuno ha bisogno, aumentando i costi e rendendo la macchina fragile. Qualcosa è andato storto fra il neolitico e l’intelligenza artificiale. E, dunque, bisogna riprogettare tutto, a partire dal basso.

Il commercio tra l’Asia e il Nord del mondo

La storia del mondo è storia di scambi. Oggi – come già in epoca romana – la Cina guida l’assalto asiatico ai mercati occidentali con esportazioni colossali non compensate dalle importazioni. Gli Stati Uniti, a partire dal primo Trump, hanno intrapreso una massiccia campagna di dazi per frenare i commerci con il Paese asiatico, ma i risultati sono stati scarsi.

Si scrive nucleare, si legge profitto

Il nucleare pulito non esiste, non è dietro l’angolo e non è più economico di altre fonti di energia. Ma, come tutte le grandi opere, promette rilevantissimi profitti privati pagati dalle casse dello Stato. Dunque, perché cercare altre strade, turbando il sacro mercato? Ci sono rischi per le generazioni future? Forse, ma «perché dovrei preoccuparmi dei posteri? Cos’hanno mai fatto i posteri per me?».

La sanità oltre la privatizzazione

Dopo la privatizzazione si assiste, per la Sanità, alla concentrazione di capitali e alla finanziarizzazione, che affidano le politiche del settore al “mercato” e ai “mercanti”. In Italia ciò accade soprattutto nel settore farmaceutico e nella Regione Lombardia ma il fenomeno è in espansione. Per arginarlo non c’è che il protagonismo del pubblico, cioè l’opposto della politica di questo Governo (e di quelli che lo hanno preceduto).

La libertà fragile delle donne

C’è, all’interno del femminismo una vivace contrapposizione, e talora un vero e proprio scontro, sui temi della libertà di prostituirsi, della libertà di portare avanti gravidanze per altri e della libertà di indossare o meno veli islamici. Un recente libro di Valentina Pazé segnala i rischi di un approccio che trascuri le condizioni materiali delle donne e non approfondisca il rapporto tra scelta e mercato.