Noi, gli altri, l’informazione

La nostra conoscenza del mondo è spesso un atto di fede in fonti informative la cui credibilità non abbiamo possibilità di vagliare, se non sulla base di pregiudizi in genere eurocentrici e occidentalisti. Da questa consapevolezza dovrebbe scaturire la rinuncia alla pretesa di violare l’autodeterminazione dei popoli in nome della supremazia del modello occidentale.

Stop al genocidio: le campane, il paese reale, il silenzio dell’establishment

Stop al genocidio. Un appuntamento. Un’ora: le dieci di sera. E nessun luogo convenuto. Dove trovarsi? Ovunque, nell’Italia dei margini. All’appello hanno risposto, nel silenzio dei media, centinaia di parrocchie, di comuni, di chiese, di associazioni, di cittadine e cittadine. Con campane e non solo, perché Gaza non sia abbandonata nel silenzio.

Garlasco: il clamore mediatico è nemico della giustizia

Nei nostri giornali e televisioni lo spazio della cronaca nera è più del doppio di quello degli omologhi media europei. E cresce ulteriormente, sollecitando un interesse ossessivo, in casi come quello di Garlasco, in cui anche il Ministro della giustizia sfoga la sua smania di protagonismo. Inutile dire che tutto questo non aiuta la ricerca della verità e distoglie dall’approfondimento dei temi veri della giustizia e del paese.

Chico, i maranza e il populismo mediatico

L’attenzione dei media alle vicende giudiziarie è, insieme, crescente (fino a trasmissioni televisive dedicate) e a corrente alterna, a seconda del clamore dei fatti e dello status sociale di vittime e protagonisti. Così la stampa e i mezzi di comunicazione di massa, anziché strumenti di controllo del potere, diventano armamentario di disinformazione e propaganda volte a riprodurre paure, pregiudizi e divisioni sociali.

“La disperazione non è un’opzione. Dobbiamo reagire in ogni modo possibile”

Dopo l’elezione di Trump, i plurimiliardari che lo circondano sono ancora più ricchi e pronti a smantellare quel che resta dello Stato sociale e dei diritti dei lavoratori. Per contrastare il loro strapotere, Bernie Sanders scrive ai suoi sostenitori invitandoli a mobilitarsi per una politica dal basso. Per far sì che l’impossibile diventi possibile.

Le migrazioni sulla stampa e in tv

Le principali testate giornalistiche e reti televisive italiane hanno continuato, anche nel 2024, a rappresentare le migrazioni come una “crisi permanente”, con toni allarmistici in cui ricorrono con grande frequenza parole come “emergenza”, “crisi”, “allarme” e “invasione”. Di più, continuano a dare la parola alla politica e non ai migranti. È il quadro che risulta dal XII Rapporto della Carta di Roma e Osservatorio di Pavia.

Il Governo, i media e le nuove “classi pericolose”

Il sovrano, inseguito dalla politica, è, oggi, quello mediatico. Sono i media a tracciare la strada della paura. Il Governo poi la percorre con provvedimenti che inseguono il panico e riducono l’Italia a un mosaico di ghetti, lazzaretti e prigioni. Creando di continuo nuove classi pericolose: prima i frequentatori di rave e le baby gang, poi, da ultimo, le donne rom e gli occupanti abusivi di alloggi.