Bernie Sanders, già candidato alla presidenza nelle elezioni primarie, è attualmente presidente della Commissione Bilancio del Senato degli Stati Uniti.
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Ciò a cui stiamo assistendo è l’affermarsi di due Americhe. Una per la classe dei miliardari. E una per tutti gli altri. In un’America, le persone più ricche stanno diventando sempre più ricche. Nell’altra la maggior parte delle persone vive lottando per assicurarsi i beni di prima necessità. È contro questa deriva che dobbiamo batterci.
Dopo l’elezione di Trump, i plurimiliardari che lo circondano sono ancora più ricchi e pronti a smantellare quel che resta dello Stato sociale e dei diritti dei lavoratori. Per contrastare il loro strapotere, Bernie Sanders scrive ai suoi sostenitori invitandoli a mobilitarsi per una politica dal basso. Per far sì che l’impossibile diventi possibile.
«Il rifiuto semplicistico di riconoscere le complesse radici delle tensioni nella regione ucraina mina la capacità dei negoziatori di raggiungere una soluzione pacifica. Sono estremamente preoccupato quando sento tamburi familiari a Washington, la retorica bellica amplificata prima di ogni guerra, che ci chiede di “mostrare la forza”, di “diventare duri” e di non impegnarci nella “pacificazione”».
«L’infrastruttura più importante non è quella economica ma quella umana che, negli Stati Uniti, il Paese più ricco nella storia del mondo, è gravemente inadeguata. È tempo che il Paese funzioni per tutti e non solo per pochi miliardari. La priorità è garantire la dignità e la sicurezza alle persone».