“Il mondo non è più quello di una volta”

In poco più di 30 anni il mondo ha cambiato volto. All’egemonia degli Stati Uniti è seguito un nuovo ordine mondiale: l’Occidente si è ritagliato un ruolo essenzialmente finanziario, l’Asia è diventata la fabbrica del pianeta, la Cina si è imposta come prima potenza economica, cresce il peso dei paesi emergenti e l’Europa, indebolita e stregata dall’islamofobia, guarda sempre più a destra. Difficile prevedere cosa accadrà ancora.

Le due destre: rifiutarle entrambe

Ci sono in Occidente due destre, pur molto diverse e fra loro nemiche. Non si tratta di scegliere la meno peggio ma di rifiutarle entrambe imboccando una strada diversa. Cominciando col liberare il linguaggio dalla mistificazione, dal mercato e dalla guerra. È questo il nuovo, unico, possibile programma politico di una sinistra degna del suo sogno.

IL G7 in Puglia: un finto dialogo a copertura del riarmo

Il prossimo G7 in Puglia, apparente incontro di vecchi amici in masseria, punta in realtà a rilanciare la forza e gli armamenti come regola nelle relazioni internazionali. È ben peggio del G8 di Genova 2001 che provocò la ben nota ondata di proteste. Oggi alle contestazioni si sostituisce un finto dialogo, rotto solo da qualche associazione locale. Non sarebbe il caso che le opposizioni e i sindacati battessero un colpo?

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.

Migranti. Respingere significa uccidere

Dobbiamo ripeterlo: le singole morti, i singoli naufragi non sono altro che i tasselli attraverso cui si attua una politica concordata tra i Governi dell’Occidente. Per noi, per i nostri Governi i migranti sono, nel migliore dei casi, cioè se muoiono nel viaggio, dei vuoti a perdere; nel peggiore, cioè se malgrado tutto arrivano, dei sovversivi che accampano un diritto da noi quotidianamente calpestato: il diritto a vivere.