Italia? Le dieci mappe di un Paese alla deriva

Noto e scontato che l’Italia fosse in decadenza, ma le mappe di un recente libro di Alessandro Rosina evidenziano una crisi insostenibile, mostrando un Paese che vede sparire il capitale umano dei propri giovani ma che non è neanche ospitale per gli anziani e gli stranieri, comunitari o extracomunitari che siano. L’esito è un Paese che si fa deserto: scettico, cinico, quasi senza speranze.

Giovani: le semplificazioni e gli stereotipi non servono

Periodicamente, a seguito di episodi di violenza da parte di minorenni, emergono, negli adulti, panico e allarme e si parla della “questione giovanile” come di un’emergenza da affrontare con misure repressive. Senza motivo, ché l’unico atteggiamento utile per prevenire disagio e devianze è ascoltare, cercare di capire e incidere sulle relazioni e sul coinvolgimento nella costruzione di una società con prospettive di futuro.

Per una Carta dei Diritti della Natura

La natura è oggetto di diffusa riscoperta, ma prevale un turismo mordi e fuggi che contribuisce a trasformarla in un grande luna park in cui è impossibile, per l’uomo, colloquiare con pietre, piante o animali. Per salvaguardarne un’autentica fruizione, a beneficio nostro e delle generazioni future, è necessario instaurare, con essa, un rapporto non mercificato, capace di attenzione alla società che con essa si interseca.

Sicurezza: gli ultimi danni di Veltroni

Di fronte a un drammatico fatto di cronaca (la morte, a Milano, di una donna investita da un’auto guidata da un bambino rom) Walter Veltroni invita la sinistra a “riscoprire la sicurezza”. Come se questa “riscoperta” non fosse in atto da decenni… Forse l’ex sindaco di Roma farebbe meglio a chiedersi come mai trent’anni di politiche sicuritarie, sostenute e praticate anche dalla sinistra, non abbiano diminuito l’insicurezza collettiva, ma l’abbiano aumentata.

Oliver Jeffers, Punto e a capo (Zoolibri, 2024)

Un libro che parla di storia, di universo, di futuro e lo fa come solo Oliver Jeffers sa fare, con le sue parole e i suoi pennelli. Con il suo stile inconfondibile, ripercorre il cammino del genere umano attraverso la storia, lanciando però una sfida. Verso dove possiamo dirigerci adesso? Come possiamo creare nuove storie e nuovi sistemi che permettano a tutta l’umanità di fiorire?

Organizzare la disobbedienza civile

Come organizzare forme efficaci di opposizione? I cambiamenti sociali e politici più rilevanti sono stati iniziati da frange marginali che hanno saputo aggregare e coinvolgere. Bisogna esserne consapevoli e, poi, costruire una visione di futuro, usare quanto è nella propria disponibilità per sottrarre consenso al potere, realizzare nel momento in cui si lotta pratiche di vita che prefigurino ciò verso cui si tende.

2023-2024: tra guerre e fascismo incombente, non essere ciechi al futuro

Sull’orlo di questo anno terribile che si chiude, mentre se ne apre un altro che si annuncia non meno tremendo, penso che almeno una cosa dobbiamo fare: non distogliere lo sguardo dalla realtà. Provare ad ascoltare quel che accade, a non ignorare sintomi e segnali di pericolo è l’unico modo di onorare insieme il sacrificio dei nostri padri e di amare davvero i nostri figli. Potremmo non avere molto tempo, per farlo.

L’antifascismo spiegato a mio figlio

In questo 25 aprile che ci dice l’evidenza del tempo presente con la stessa efficacia di una coltellata, non voglio esibire l’orgoglio del vincitore ma l’umiltà ostinata del combattente. In funzione di una democrazia incarnata e non solo difensiva. Perché il 25 aprile sia una garanzia per il futuro di mio figlio e dei ragazzi come lui e non solo la celebrazione del nostro passato.