Le elezioni regionali: il crollo della rappresentanza e della partecipazione

L’insegnamento delle elezioni in Sardegna e in Abruzzo è univoco. Vota il 50% degli aventi diritto e gli effetti distorsivi di leggi elettorali che prevedono premi di maggioranza molto elevati e soglie di sbarramento altrettanto alte sono enormi. La democrazia si riduce alla scelta di un capo e la sua sostanza pluralistica svanisce. È la cultura della destra. E la sinistra?

La Calabria si merita De Magistris?

In Calabria un’altra ombra inquietante si profila all’orizzonte: Luigi De Magistris ha deciso di candidarsi alla guida della Regione. E la candidatura sembra incontrare simpatie in una sinistra dimentica che il suo compito non è cercare un leader incoronato da un discutibile esercizio del ruolo di magistrato ma lavorare dal basso in difesa dei diritti.  

Il voto in Toscana: una lettura sbagliata

Il voto toscano fa discutere. In una lettera a “Volere la luna” Antonio Floridia contesta la lettura che ne ha dato Montanari e sostiene che la Toscana rischiava davvero di passare alla destra e che la vittoria di Giani è stata «una reazione difensiva di alto valore civile e democratico». Qui la lettera con una replica di Montanari e un ulteriore post scriptum.

Il voto nelle “terre ballerine”

E’ difficile sostenere che quella del 20 e 21 settembre è stata una “vittoria per due” (Zingaretti e Di Maio). Ma sicuramente è stata una sconfitta per uno (Matteo Salvini). Da essa il governo esce teoricamente rafforzato, ma non certo “salvo”. Piuttosto dalle urne emerge un’ulteriore personalizzazione del voto che impone contromisure democratiche.