Argentina 1983-2023

Il 19 novembre l’Argentina andrà al ballottaggio per scegliere il nuovo presidente. Sono in corsa il peronista Sergio Massa e Javier Milei, populista, liberista senza freni, nostalgico dei governi militari, convinto di comunicare direttamente con Dio. Dopo 40 anni di democrazia le istituzioni sono in pericolo e le regole rischiano di lasciare il posto alla legge del più forte.

I BRICS si sono stancati di noi occidentali

I BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – si sono allargati ad Arabia Saudita, Iran, Emirati, Etiopia, Egitto e Argentina. Sono sistemi per lo più non democratici, praticano le disparità sociali come noi, sono nazionalisti e sviluppisti. Ma dobbiamo prestargli molta attenzione e opporgli il nostro status democratico non basterà. Perché quelli di cui si sono stancati, con mille e una ragione, siamo proprio noi.

Cercare la felicità pubblica: un’esperienza

Senza partiti non c’è democrazia ma i partiti sono all’ultimo posto nella fiducia degli italiani. Certo, la personalizzazione della politica ha scalzato la dimensione organizzata ma il distacco tra i partiti e il “fermento sociale” diffuso nel Paese è anche dovuto al disinteresse di quest’ultimo a mettersi in gioco dentro le istituzioni. Un cambiamento è necessario ché la felicità pubblica non si raccoglie sugli alberi, come le mele mature…

Il premierato made in Italy: prospettive e problemi

La “riforma presidenziale”, parola d’ordine della destra in campagna elettorale, sembra oggi sostituita da un altrettanto pericoloso “premierato forte”. Eppure, per realizzare una maggior stabilità di governo – se questo è l’obiettivo – basterebbe intervenire in modo equilibrato su alcuni meccanismi, come il rafforzamento delle prerogative del presidente del Consiglio e l’introduzione della “sfiducia costruttiva”.

Il premierato, ovvero il fascino del Capo

Il mantra dei sedicenti riformatori è il rafforzamento dell’esecutivo. Una delle strade per perseguirlo è il cosiddetto premierato: una modalità di scelta del Capo solo all’apparenza meno drastica del presidenzialismo o del semipresidenzialismo. In realtà può essere altrettanto pericolosa per gli equilibri e la limitazione del potere propri di una democrazia costituzionale. Dipende da quale premierato.

L’autoritarismo e il bellicismo della destra si battono solo con il loro contrario

Meloni e il suo circo, vincenti per grazia ricevuta, percorrono con più arrogante protervia tutte le strade già aperte dal centrosinistra, dalla guerra all’attacco ai diritti dei lavoratori, alla lottizzazione. Invertire la tendenza è difficile ma bisogna provarci. Per farlo, occorre prima di tutto ricostruire un pensiero critico alternativo a quello di una destra oggi egemonizzata dai neofascisti.