25 aprile 2025: la posta in gioco

Senza ripudio della guerra e rifiuto del riarmo, senza solidarietà e accoglienza dei migranti perseguitati nei loro paesi, senza una ferma opposizione alle limitazioni delle libertà di riunione e di manifestazione, senza una difesa intransigente dell’assetto costituzionale non c’è 25 aprile, non c’è festa della Liberazione. C’è, al contrario, una svolta autoritaria. Guai a dimenticarlo o sottovalutarlo.

Tutti i rischi del “decreto sicurezza”

Record di norme penali introdotte con un solo decreto legge, dubbia compatibilità delle misure con numerosi principi costituzionali, anomalo ricorso alla decretazione d’urgenza. Il tutto senza benefici per la sicurezza della collettività. Anche il direttivo dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale muove dure critiche al decreto legge sicurezza ed esprime grande preoccupazione per i suoi effetti.

A volte ritornano. Il premierato assoluto che piace a Giorgia

Nel bel mezzo delle tensioni internazionali su guerre e dazi, tra divisioni e litigi nella maggioranza, la presidente del Consiglio rilancia la riforma del premierato: per dare stabilità – afferma – al sistema e restituire ai cittadini il potere di scegliere da chi saranno governati. Non è così: la riforma produrrebbe, al contrario, una torsione plebiscitaria, incompatibile con una forma di governo democratica.

Una Costituzione per la terra: il realismo dell’utopia

In quest’ultimo anno si sono aggravate tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità: le guerre, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’esclusione dei migranti e, insieme, l’involuzione autocratica delle democrazie occidentali. A fronte di ciò il progetto di una Costituzione della Terra, che vincoli persone e stati, non è un’utopia ma un atto di realismo che, solo, può produrre un risveglio della ragione.

C’è chi vuole un carcere incostituzionale. E gli altri?

Bisogna entrare in un carcere “normale” per capire il degrado in cui si vive 365 giorni l’anno. La politica lo sa ed è consapevole di quanto sia violata l’idea di pena scritta in Costituzione. Eppure è totalmente indifferente, come si vede dal rifiuto aprioristico di ogni provvedimento di amnistia o indulto. Per alcuni questo è un vanto (del resto la Costituzione non è la loro). Ma per gli altri?

Quali linee guida per insegnare l’educazione civica?

Egregio Ministro Valditara. Le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica. Lo faremo quando parleremo di Costituzione, di proprietà, di uguaglianza, di diritti, di patria, di fascismo.

Amo lo Stato della Costituzione, non quello di Salvini

Mi contestano di avere, come sindaco di Riace, rilasciato delle carte di identità a migranti che non ne avrebbero avuto diritto e di avere detto di odiare questo Stato. È vero! Cerco di dare dignità di persone a donne e uomini che questo Stato rifiuta. E odio lo Stato di Salvini, del decreto Cutro, delle baraccopoli e della criminalizzazione delle Ong. Lo Stato che amo è solo quello della Costituzione.

L’autonomia differenziata: colpita e affondata

L’autonomia regionale differenziata voluta dalla destra è sparita dall’orizzonte, distrutta dalla Corte costituzionale. A Costituzione invariata i suoi punti cardine non potranno essere riproposti. Resta da vedere – e lo deciderà la Cassazione – se si dovrà procedere a referendum per le disposizioni residue ma, in ogni caso, la “secessione delle regioni ricche” è, allo stato, scongiurata.

Il fascismo in marcia e la debolezza degli anticorpi

Quello che va in scena in questi giorni, con le intimidazioni del Governo nei confronti della magistratura, non è un conflitto tra giudici e potere politico, ma una tappa del processo di fascistizzazione dello Stato. Una tappa che presenta singolari analogie con quanto accaduto negli anni Venti, anche nella debolezza della reazione dei vertici istituzionali contro la deriva eversiva.