Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

L’attacco all’Iran e le guerre coloniali senza fine

Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. Ormai lo abbiamo imparato: il bottino di quelle guerre non è la democrazia e lo sviluppo dei popoli ma una nuova sottomissione coloniale e il controllo sulle risorse del Medio Oriente.

Per la Palestina, leggendo Paola Caridi

Parlare di Palestina – ancora – è necessario, per i palestinesi e per noi: perché il genocidio non è terminato e non si fermano le violenze in Cisgiordania; perché il “piano di pace” di Trump e dell’Onu è espressione del colonialismo più classico; perché la Palestina è un laboratorio di disumanizzazione in cui si disconoscono le peggiori atrocità e si annulla la dignità delle persone. Ci aiutano a farlo due libri di Paola Caridi.

Gaza. Non un piano di pace ma un furto di sovranità e di territorio

Tutti i leader occidentali, e anche il pontefice Leone XIV, sostengono il “piano di pace” per Gaza predisposto dal presidente Trump. Incredibilmente, ché quel piano è, in realtà, uno dei più grandi oltraggi al principio di autodeterminazione dei popoli. In esso, infatti, la sovranità del popolo palestinese non è un diritto ma un premio che potrà essere concesso solo se verranno rispettate le volontà di Washington.

Il sogno di Israele: annientare i palestinesi

Prima il genocidio, poi la minaccia di occupare l’intera striscia di Gaza. Ma dove vuole arrivare Israele? La risposta è drammaticamente semplice: all’annientamento dei palestinesi, come proclamato dai padri storici del sionismo secondo i quali, letteralmente, “i palestinesi non esistono”. Tutto sta scritto, sin dal 1948, nelle parole, tanto profetiche quanto inutili, di due ebrei illustri come Einstein e Hannah Arendt.

20 anni di BDS: intervista a Omar Barghouti

A 20 anni dalla costituzione del BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), Omar Barghouti, che ne è stato co-fondatore, ne descrive ragioni e obiettivi. Con il genocidio in corso Israele sta completando l’opera di distruzione del diritto internazionale, ma ugualmente responsabili sono gli Stati Uniti e l’Occidente. Questa consapevolezza sta crescendo ovunque, soprattutto tra i giovani.

Una rapina chiamata libertà

È stata la parola d’ordine della Rivoluzione francese, dei popoli che cercavano di liberarsi dal colonialismo e l’ideale della lotta contro fascismo e nazismo. Che tristezza vedere la parola libertà usata come bandiera dai privilegiati per giustificare il diritto di opprimere, di portare armi, di arricchirsi sulle spalle degli altri, di fare affari che creano miseria o devastano il pianeta. Abbiamo bisogno di riaprire il concetto di libertà.

Gaza e non solo. La fame come arma, tortura e potere

La fame è una condizione senza uguali: un fatto irreversibile che svuota i corpi, raggrinzisce le persone, paralizza le membra, impedisce la crescita dei bambini, annienta le generazioni. Ebbene, mai, dalla seconda metà del Novecento, una popolazione era stata intenzionalmente e scientificamente ridotta a una fame così brutale e diffusa come i 2,3 milioni di palestinesi residenti a Gaza negli ultimi mesi.

Palestina: un genocidio in nome di Dio

Ci sono, nell’informazione sul genocidio in atto in Palestina, due omissioni gravissime. La prima riguarda il fatto che quello di Israele è, a differenza del colonialismo classico, un “colonialismo d’insediamento” che non si limita a sfruttare i nativi ma li caccia dai loro territori. La seconda è l’occultamento della circostanza che la cacciata dei palestinesi e il loro genocidio sono realizzati, ed è la cosa più terribile, in nome di Dio.

Gaza. Ingegneria coloniale

Ciò che sta accadendo a Gaza sotto gli occhi del mondo è, oltre che un massacro sistematico di bambini, donne e uomini, il più grande esperimento di ingegneria sociale violenta condotto su un intero popolo. È la distruzione, per il tramite della fame, della società dal suo interno, per poi ricostruirla come un corpo senza anima o come un popolo disposto ad accettare di sopravvivere senza prospettive politiche e senza diritti.