Verso un Libano distrutto e smembrato

Il Libano, abbandonato dai suoi alleati storici (Arabia Saudita e Siria), in situazione di default finanziario e con un Governo debole e incapace di controllare il territorio è di nuovo sotto le bombe di Israele, per ragioni geopolitiche e per interessi personali di Netanyahu. Il rischio è che il sud del paese venga devastato come Gaza e che questa porzione di territorio sia, di fatto, annessa dallo Stato di Israele.

Iran. Le bombe non fanno rima con i diritti umani

Dopo oltre due settimane di guerra anche molta parte degli iraniani che avevano visto con favore l’intervento armato Usa sembra ricredersi. È sempre più chiaro, infatti, che non è possibile difendere i diritti umani degli iraniani, violati per decenni dalla stessa Repubblica Islamica, senza riconoscere all’Iran le protezioni previste dalla Carta delle Nazioni Unite, a partire dal rispetto della sua sovranità e della sua integrità territoriale.

Venezuela: come il Cile nel 1973

Gli Stati Uniti hanno bombardato varie località del Venezuela e ne hanno sequestrato il presidente. Il fine è il ripristino del controllo politico sul “cortile di casa” e l’accesso al petrolio di cui il paese sudamericano è ricchissimo. Non è una novità nella storia dell’imperialismo americano e il ricordo va al Cile di Allende. Intanto la situazione internazionale precipita e nessuno è oggi sicuro: né gli stati né le persone.

Gaza, la guerra, i bambini

In due anni a Gaza 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati dalle bombe. Altri sono morti a causa di malattie prevenibili o sepolti sotto le macerie. Ma non è tutto. Dopo la fase acuta di un conflitto armato, occorrono circa 15 anni per ripristinare, mantenere e riprendere il trend precedente di contenimento della mortalità infantile. È questo il futuro che si profila per i bambini di Gaza sopravvissuti al massacro?

Ferragosto in Alaska

A Ferragosto gli occhi dei media saranno puntati sull’Alaska e sul summit tra Trump e Putin. Una nuova tappa della liturgia del mondo bipolare dall’esito assai incerto. Trump pensa a uno stop ai bombardamenti sulle città ucraine e a “scambi” territoriali. Ma è una prospettiva che Kyiv non può accettare. Così è elevato il rischio di un nulla di fatto, salvo lo sdoganamento di Putin dallo status di criminale di guerra.

Israele deve rinunciare all’arma della fame

Nulla può giustificare un blocco di due mesi degli aiuti umanitari vitali a una popolazione in difficoltà. Mai. Il blocco imposto all’enclave palestinese a Gaza dal 2 marzo è la prova di un crollo morale senza precedenti da parte dello Stato ebraico e della comunità internazionale. Israele sta smarrendo l’anima e devono essere messi in atto tutti i mezzi disponibili per fermarlo.

Gaza. Senza cessate il fuoco sarà un’ecatombe inimmaginabile

La situazione accertata a Gaza da una delegazione di Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e varie Ong è drammatica. Ai bombardamenti si aggiungono la crisi alimentare e quella epidemica. Le condizioni igienico-sanitarie sono disastrose e gli aiuti internazionali bloccati. Senza un immediato cessate il fuoco si prevede che, alle attuali 30.000 vittime, se ne aggiungeranno, nei prossimi sei mesi, altre 85.000.

Gaza. Operazione “Spade di ferro”

Le ampie autorizzazioni concesse all’esercito per bombardare obiettivi non militari, l’allentamento delle restrizioni sulle morti di civili previste e l’uso di un sistema di intelligenza artificiale per generare un numero di obiettivi più vasto di sempre hanno contribuito alla natura distruttiva delle prime fasi della guerra di Israele nella striscia di Gaza. Lo rivela un’indagine delle testate israeliane +972 Magazine e Local Call.