Non c’è alternativa senza un progetto

L’impotenza della sinistra, oggi concentrata più sulla critica dell’esistente che sulla costruzione di un progetto politico e sociale alternativo, contribuisce ad alimentare la distanza dalla politica. La sola mobilitazione o il volontariato non bastano senza una visione strutturale. Spetta agli intellettuali, in primo luogo, ricostruire un’intelligenza collettiva al servizio dell’alternativa al capitalismo.

Ripartire dalle città e dal mutualismo

A Minneapolis l’intera città reagisce contro la caccia ai migranti della milizia di Trump. È un esempio illuminante. Ovunque, nel mondo, le libertà, i diritti, l’ambiente sono sotto attacco. La risposta deve essere coordinata, in modo che le relative resistenze si rafforzino tra loro. Senza deleghe, ma contando sulle proprie forze. Quali? Quelle del “mutuo appoggio”, le sole a disposizione: ricominciamo da lì.

Clima e ambiente: dal 2025 anche buone notizie

Il 2025 non è stato foriero solo di cattive notizie per le sorti dell’umanità e del pianeta. Le attività per la cura dell’ambiente e l’impegno per uno sviluppo sostenibile continuano ad avanzare, malgrado gli ostacoli posti dalle grandi lobbies del potere economico, finanziario e commerciale. Ad essi bisogna fare riferimento ogni volta che una notizia di devastazione ci raggiunge e lo sconforto ci spinge verso il nichilismo.

Clima e ambiente: lo sconfortante bilancio del 2025

In chiusura del 2025 molti organismi di studio e controllo forniscono dati e notizie sullo stato di salute del pianeta. Il quadro complessivo è sconfortante: la quantità di gas alteranti prodotta nel mondo non è mai stata così alta, l’aumento delle temperature ha superato la soglia critica, l’utilizzo del petrolio e del carbone non accenna a diminuire. Ma alcuni nodi di queste politiche dissennate cominciano a venire al pettine.

“La Repubblica tutela l’ambiente”: ma dove?

Il rapporto dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (“Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità”) analizza il punto in cui ci troviamo rispetto al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu per presentarci alle fatidiche date del 2030 e poi del 2050 con le carte in regola per assicurare uno sviluppo sostenibile. Il quadro, relativo al periodo 2020-2024, è sconfortante.

La guerra: l’elefante nella stanza della Cop30

Tutti sanno che guerra e lotta per il clima sono incompatibili. Le guerre succhiano risorse, sono un fattore di rilancio dei fossili, impiegano tecnologie utilizzabili anche contro l’ambiente e la natura, producono milioni di migranti, militarizzano la società e la cultura, promuovono sudditanza e subordinazione, tutti elementi antitetici alla salvaguardia dell’ambiente. Eppure a Belém, nella Cop30, nessuno ne parla.

Stati Uniti: ambiente e terre pubbliche sotto attacco

Col ritorno di Trump al governo è in atto il più grande assalto mai avvenuto negli Stati Uniti contro le terre pubbliche e le persone che le proteggono. Ad essere colpiti sono i parchi naturali (con concessioni per trivellazioni, estrazioni di minerali e disboscamento) e le agenzie federali di tutela (con licenziamenti in massa) mentre è ripresa alla grande la combustione del carbone e sono incentivate le grandi opere.

L’enciclica “Laudato si’” e l’ecologia integrale

L’enciclica “Laudato si’” è un documento di straordinario valore religioso, culturale e politico, che ha dato un contesto di riferimento e una forza senza precedenti ai tanti che nel mondo si battono per la protezione dell’ambiente. Anche se la traiettoria presa dalla parte maggioritaria della politica nazionale e internazionale sta andando in direzione completamente opposta a questi auspici e obiettivi.

La trasformazione dell’economia cinese

L’economia cinese si trasforma. Mentre diminuisce il tasso di crescita, pur sempre sostenuto, il paese cerca di superare alcune difficoltà del momento (crisi immobiliare, ostilità Usa, disoccupazione, caduta dei consumi) puntando sullo sviluppo tecnologico e su un aumento dei rapporti con i paesi del Sud, mentre porta avanti la lotta ambientale. Le prospettive sembrano positive.

Come la guerra distrugge (anche) l’ambiente

Agli attacchi all’ambiente e alle condizioni di vita del pianeta da parte della speculazione, si aggiungono quelli portati dalle guerre, sia nella fase di preparazione, che nelle sue operazioni e nelle conseguenze. Per questo l’ambientalismo deve essere associato al pacifismo. Come ha scritto Alexander Langer: «La causa della pace non può essere separata da quella dell’ecologia».