Riace accoglie ancora

Mentre i sopravvissuti al terribile naufragio di Cutro sono sistemati nel Cara di Sant’Anna in condizioni di disagio e promiscuità indegni e, a Crotone e Cutro, è in corso il teatrino delle autorità, l’associazione Jimuel si offre per accogliere in cinque case confortevoli allestite a Riace, a titolo gratuito e per almeno un anno, 20 naufraghi privi di riferimenti familiari utili e che versino in condizioni di necessità.

I migranti, la sinistra e il nuovo patto sociale

L’ostilità verso i migranti, abilmente costruita dalla destra come risposta alle difficoltà economiche e sociali, si diffonde anche nelle classi popolari. Per invertire la tendenza non basta snocciolare statistiche e chiedere misure per i meno abbienti. Occorre riappropriarsi di una storia costellata di tragedie e sconfitte, ma anche di lotte, solidarietà, immaginazione e – perché no – perfino vittorie.

Centri d’Italia, il vuoto dell’accoglienza

“Il vuoto dell’accoglienza”, il nuovo report di ActionAid e Openpolis aggiornato al 2021, fotografa l’andamento e lo stato degli ingressi e dell’accoglienza dei migranti in Italia. I dati sui posti liberi nei centri di accoglienza sono all’apparenza sorprendenti e smentiscono il leitmotiv dell’invasione insostenibile: al 31 dicembre 2021 c’erano complessivamente nei centri oltre 20mila posti liberi. Il sistema, dunque, è tutt’altro che “al collasso”.

Con Mimmo Lucano e con Riace

Il processo a Mimmo Lucano ha assunto fin dall’inizio connotazioni politiche inaccettabili. È un pericolo per tutti e per la stessa idea di accoglienza. Muove da questa consapevolezza un appello a organizzare in tutto il Paese manifestazioni pacifiche e democratiche per fare sentire vicinanza a Mimmo e totale condivisione del “progetto Riace” e della sua impostazione.

Decreti sicurezza e accoglienza: effetti opposti a quelli promessi

Il Governo Meloni ha promesso il ritorno ai decreti sicurezza. Ma nei due anni in cui sono stati pienamente operativi quei decreti hanno prodotto più irregolarità, meno inclusione sociale e un sistema lontano dal modello dell’accoglienza diffusa. Ciò mentre si sarebbe potuto approfittare del netto calo degli arrivi per chiudere i grandi centri e strutturare il sistema secondo il modello dei piccoli centri.

Recosol: fare rete nei territori

A Polizzi, nel cuore del parco della Madonia, di nuovo, dopo 18 anni, l’assemblea della Rete dei Comuni Solidali. Sono arrivati da tutt’Italia: amministratori, operatori, associazioni, cittadini. Per confrontarsi e raccontare le proprie esperienze sul territorio finalizzate all’accoglienza e alla solidarietà. Con cento progetti di rigenerazione umana e urbana.

«Contro la guerra, è legittimo ribellarsi!»

«In casi come questo è legittimo ribellarsi!». Forse mai un papa si è espresso in modo così netto contro una guerra (quella in Ucraina), definita «uno scempio, dove, come al solito, pochi potenti decidono e mandano migliaia di giovani a combattere e morire»). È accaduto nel messaggio di papa Francesco alla Conferenza europea dei giovani di Praga (11-13 luglio) qui pubblicato.

Vent’anni dopo il Social Forum del 2002

Sono passati quasi vent’anni dal Social Forum fiorentino del 2002. Allora si riuscì, in pochi giorni, a ribaltare la posizione (inizialmente ostile) della città e a costruire rapporti estesi e significativi. Oggi bisogna ripetere l’operazione anche se i cambiamenti intervenuti sono profondi e il sentimento prevalente non è più la paura di chi vuole il cambiamento ma una generale e rassegnata indifferenza.

Ci sono profughi e profughi

Di fronte all’esodo dall’Ucraina l’UE ha finalmente adottato misure nuove, seppur insufficienti, per l’accoglienza dei profughi. Ma, intanto, sulle stesse frontiere proseguono respingimenti e discriminazioni, i richiedenti asilo provenienti da Afghanistan e Siria sono bloccati in Turchia e nel Mediterraneo si continua a morire. Evidentemente ci sono profughi di serie A e profughi di serie B.

Respingere i migranti e criminalizzare la solidarietà

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: è il reato per cui sarà processato nei prossimi giorni il presidente di Baobab Experience, colpevole di aver aiutato, nel lontano 2016, otto ragazzi provenienti da zone di guerra del Sudan e del Ciad, a raggiungere il Campo della Croce Rossa di Ventimiglia. A di là della retorica, nel nostro Paese, emigrare e aiutare i migranti continua a essere un reato.