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Trattenuti: una radiografia del sistema detentivo per stranieri

Il velo di silenzio che circonda la realtà dei centri di permanenza per il rimpatrio dei migranti irregolari (CPR) non basta a occultare il fatto che si tratta di strutture contenitive simili a prigioni, estremamente costose e che, per di più, raggiungono solo in parte assai limitata gli obiettivi dichiarati. Lo documenta da ultimo in maniera analitica un rapporto di Action Aid, frutto di una ricerca che copre gli ultimi anni.

Trattenuti

Un’indagine accurata non lascia dubbi. I Centri di permanenza per il rimpatrio di cittadini stranieri irregolari hanno un’efficacia molto limitata ai fini dichiarati. Dall’Italia si rimpatria sempre di meno e con modalità più coercitive. Il raddoppio dei centri e il prolungamento dei tempi di permanenza rispondono, dunque, a logiche diverse e avvicinano sempre di più i centri a strutture carcerarie tout court.

Centri d’Italia, il vuoto dell’accoglienza

“Il vuoto dell’accoglienza”, il nuovo report di ActionAid e Openpolis aggiornato al 2021, fotografa l’andamento e lo stato degli ingressi e dell’accoglienza dei migranti in Italia. I dati sui posti liberi nei centri di accoglienza sono all’apparenza sorprendenti e smentiscono il leitmotiv dell’invasione insostenibile: al 31 dicembre 2021 c’erano complessivamente nei centri oltre 20mila posti liberi. Il sistema, dunque, è tutt’altro che “al collasso”.