«Il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto» (Antonio Tajani, ministro degli esteri della Repubblica italiana, primo ottobre 2025). Qual è, questo «certo punto»?
È un punto sulla carta geografica: quello in cui la Marina militare israeliana assalta le navi disarmate e civili della Global Sumud Flotilla, che portano aiuti a una popolazione sottoposta a genocidio e sterminata con l’arma della fame. È un punto: un punto delle acque internazionali in cui i banditi si fanno polizia, e tolgono beni e libertà a naviganti incolpevoli.
Ed è il punto di una inversione: quello in cui chi viola la legge e usa la violenza è presentato come il garante dell’ordine, e chi rispetta scrupolosamente la legge e usa la nonviolenza è presentato come un eversore dell’ordine. Il punto in cui i criminali sequestrano gli onesti. E poi chiedono loro di firmare confessioni in cui affermano di aver compiuto un crimine contro il legittimo blocco navale israeliano. Confessioni estorte sotto minaccia e in detenzione illegale: lo ha fatto per secoli l’Inquisizione contro gli ebrei. Oggi lo fa Israele alle donne e agli uomini della Flotilla.
È il punto in cui, in televisione, gli opinionisti dicono che quelle sono «acque israeliane»: mentendo per la gola.
È il punto in cui Sergio Mattarella invita la Flotilla a lasciare gli aiuti a Cipro, cioè a non entrare nelle acque, internazionali o palestinesi, in cui Israele avrebbe potuto «porre a rischio l’incolumità di ogni persona». Che sarebbe come dire a cittadini di una città siciliana di non manifestare in un quartiere controllato da Cosa Nostra: perché quelli sparano. È il punto in cui Giorgia Meloni, come sempre con la bava alla bocca, si scaglia contro le vittime e si schiera con gli assassini. Il punto in cui la propaganda israeliana accusa la Flotilla di dipendere da Hamas, e i giornali di propaganda della destra fascista italiana rilanciano questa immondizia.
È il punto in cui inizia a vigere la legge della forza, il diritto di terminare lo sporco lavoro. Il diritto di Israele di finire in pace un genocidio. È il punto nel quale sono i bianchi a uccidere i non bianchi: e dunque tutto va bene. È il punto in cui i palestinesi non sono degni nemmeno di sedere al tavolo delle trattative: perché subumani, terroristi, colpevoli.
È il punto in cui si progetta un protettorato coloniale retto da criminali di guerra, e si chiama «piano di pace». È il punto in cui, se non si accetta questo piano, Israele può portare a termine il lavoro: finché non ne rimanga nessuno, di palestinesi.
È il punto in cui un popolo insorge in pace, e chi lo governa prova a proibire lo sciopero generale, spera negli incidenti di piazza, spinge la polizia agli scontri.
È il punto in cui siamo. Il punto in cui la maschera della civiltà e del diritto cadono, e si mostra il volto mostruoso dell’Occidente. Il punto in cui sono sempre più vere le parole scritte da Omar el Akkad sul genocidio di Gaza: «Considerando anche lo spargimento di sangue che scatenerà in futuro, quello che è successo sarà ricordato come il momento in cui milioni di persone hanno guardato all’Occidente, all’ordine basato sulle regole, al guscio del liberalismo e a come è asservito al capitalismo, e hanno detto. Non voglio averci più niente a che fare». Ecco qual è il punto in cui «il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto».

Ineccepibile come sempre prof. Montanari, grazie.
Io sarò molto più prosaico e sintetico: siamo infognati in uno schifo totale!
Non so come spiegarmi, ma pare che anche le persone più “rispettabili” (Mattarella e Papa Leone, per dirne due – su Meloni, Tajani, Salvini e Crosetto stendiamo un velo pietoso) si lascino irretire dal Potere. Sinceramente sono demoralizzato, ma continuerò a protestare contro l’ignavia di chi ci governa. Condivido totalmente l’accusa del “volto mostruoso dell’Occidente”: abbiamo e continuiamo a rubare, schiavizzare, inquinare territori e popoli altri, per vivere noi e solo noi nell’agio. Aveva sintetizzato bene padre Balducci: “La nostra libertà politica è tenuta su dalla sofferenza di miliardi di persone. Sono loro che ci forniscono le condizioni economiche per andare fieri della nostra libertà”.
Grazie come sempre a Tomaso Montanari, ma anche a te . Condivido ogni parola e mi sento meno solo. Grazie anche per aver citato padre Balducci, ancora oggi molto importante per me.
Giovanni
Niente da ribattere solo da condividere!
Il ragionamento del Prof. Montanari è distruttivo e pericoloso. Il diritto internazionale è come una bussola indica la direzione in cui si deve andare, è vivo e più forte che mai. Se non ci fosse un diritto internazionale il Prof. Montanari non potrebbe sostenere che Israele ha torto. Il problema è che l’ONU, anziché seguire la bussola del diritto internazionale è paralizzato dal veto USA; gli USA a loro volta hanno democraticamente eletto un pregiudicato e golpista come Presidente. Indignarsi serve a poco, denigrare il diritto è dannoso: quello che serve è convincere la gente a votare governi diversi dal nostro e da quello degli USA, che seguano la bussola invece di andare in direzione opposta.
Tutto quello che scrive Montanari è giusto e ovvio. Ma ciononostante spero che Hamas accetti il piano. Il motivo è che Hamas ha perso la guerra, e ha solo due alternative: o accettare la sconfitta e pensare a quale politica fare dopo, oppure accettare la soluzione finale a Gaza. E penso che non si renda un buon servigio ai palestinesi se li si invita , esplicitamente o meno, a rifiutare il piano e a resistere fino all’ultimo uomo – che sarà un bambino, probabilmente.
non esiste “un certo punto” dove finisce il diritto internazionale, perche quel punto segna l inizio delle barbarie e della ignavia degli altri.
il diritto internazionale si applica SEMPRE, punto.
la Convenzione contro il genocidio 1947, firmata anche da ITalia e Israele, fu scritta in termini molto stringenti proprio per impedire un altro genocidio dopo quello nazista. per questo OBBLIGA gli Stati a sostenere/difendere qsiasi missione umanitaria verso popolazioni oggetto di genocdio e VIETA di bloccarle/ostacolarle. Italia e ISraele, pur in misura molto diversa, l hanno violata.
un premier che se la prende con chi rischia la vita per portare aiuti umanitari é gravissimo.
addirittura li lasciano in israele, dove sono stati SEQUESTRATI illegittimamente, e non li rimpatriano
(rimpatriano con volo di stato solo chi ha commesso un omicidio…)
é ALLUCINANTE che ai piani altissimi questa Convenzione venga ignorata completamente
e addirittura si faccia di tutto per scoraggiare una missione umanitaria, pur di non disturbare i genocidi.
gli obblighi che discendono dalla convenzione sono da rispettare dallo Stato italiano, il governo non ha nessuna facolta di disapplicarli, secondo il diritto internazionale.
altrimenti il punto oltre il diritto internazionale l abbiamo pericolosamente gia raggiunto.
metto qua il link alla Convenzione:
https://www.ohchr.org/en/instruments-mechanisms/instruments/convention-prevention-and-punishment-crime-genocide
Grazie delle parole, su questo orribile genocidio, parole sempre limpide e brucianti.
Ma come mi raccontava anni fa un amico palestinese, regista ed attore sposato e residente in Italia, con la famiglia in Palestina, le prime vittime di Hamas sono stati i / le Palestinesi.
Al loro arrivo le donne, per lo più laiche a capo scoperto, se incontrate senza velo venivano assalite e violentate.
E così il fanatismo religioso è dilagato. E’ chiaro che questi non erano palestinesi, ma mercenari senza scrupoli.
Lì è cominciato il loro inferno, sempre più spinto verso l’ abisso del fanatismo e dello scontro senza fine.
E mentre l’ odio alimenta il fanatismo di Ebrei e Palestinesi germogliando sul sangue versato da migliaia di innocenti, e le persone giuste di entrambi i popoli sono vittime impotenti,
ora ancora una volta i/le Palestinesi non hanno voce