Giovani e violenza. Se la forza riscrive il mondo

La violenza giovanile, come la violenza in genere, non è un dato di natura ma un problema pedagogico, esito di una cultura diffusa che esalta forza, guerra e repressione. La risposta securitaria (metal detector, controlli, pene) non fa che distogliere dalle sue cause profonde: brutalizzazione delle coscienze, linguaggi bellici, modelli di potere e di costituzione della soggettività. E aumenta il controllo sul dissenso.

Gaza: il punto in cui siamo

Per il ministro degli esteri Tajani il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”. E poi? A che punto siamo ora? Siamo al punto in cui i criminali sequestrano gli onesti, la forza è l’unica legge, la proposta di un protettorato coloniale viene definita “piano di pace”, la maschera della civiltà cade e si mostra il volto mostruoso dell’Occidente. E la presidente del Consiglio prova a impedire le mobilitazioni e lo sciopero generale.

Referendum: una scelta tra la forza e il diritto

La Camera ha approvato in terza lettura la cosiddetta riforma costituzionale della giustizia. Manca il voto del Senato e poi, probabilmente a primavera, si andrà al referendum. Sarebbe un errore interpretare la vicenda come un affare solo italiano, magari di carattere tecnico. Lo scontro è parte di quello che avviene a livello planetario tra la forza e il diritto.

Israele, l’Occidente e le vite di scarto

Ricordando la Shoah, abbiamo insegnato ai nostri figli, che “è accaduto, quindi può accadere di nuovo”. Salvo poi, quando l’esercito di Israele uccide donne in fila per un tozzo di pane e mira ai testicoli di bimbi inermi, rivendicare che “non sono permessi paragoni”. È la cultura dello scarto che legittima gli uomini a fare ciò che la natura non si sognerebbe mai di fare: scartare, scacciare, sottrarre vita, torturare, uccidere.

L’Occidente e una pretesa superiorità che non esiste

Scrittori, politici, giornalisti si affannano a celebrare una pretesa superiorità culturale ed etica dell’Occidente. Non si accorgono che quella superiorità se mai esiste, non è quella di Socrate ma quella di chi a Socrate ha dato la morte. In realtà l’Occidente si pensa come mondo ma non è il mondo. E se il futuro dell’Occidente è la supremazia dei ricchi senza regole né leggi, non è affatto detto che questo sia il futuro del mondo.

Ucraina: un aiuto mortale

Dopo tre anni di guerra in Ucraina, con quasi due milioni di morti (stando alle dichiarazioni delle parti) e una situazione sul campo immutata rispetto ai primi mesi, le istituzioni europee non riescono a far altro che «esprimere sgomento per i tentativi di riappacificazione tra Usa e Russia» e dichiarare la volontà di «conseguire la pace attraverso la forza». Superfluo dire che questo “aiuto” all’Ucraina è un aiuto mortale.

La manifestazione “per l’Europa” dei Repubblica boys: perché no

La giornata dell’orgoglio europeo lanciata dai Repubblica boys è una suggestione ingannevole. Sostenere le politiche dell’Europa, occultandone le responsabilità per la gestione del conflitto in Ucraina, significa, infatti, schierarsi per la prosecuzione della guerra e per l’aumento delle spese militari. E ciò mentre la convergente prepotenza di Putin e di Trump imporrebbe un’iniziativa per sostituire la forza con la politica e la trattativa.

Lo strappo di Trump: quando la forza umilia il diritto

La messa in scena, alla Casa bianca, del confronto tra Trump e Zelensky ripropone il copione del dialogo tra gli Ateniesi e gli ambasciatori di Melo descritto da Tucidide. Coincidono addirittura le parole. Dopo più di 2.500 anni sembrava che il diritto potesse prevalere sulla forza (o almeno competere con essa). Invece, all’improvviso, tutto è crollato, lasciando gli europei attoniti, paralizzati da debolezze e contraddizioni.