La vergogna della classe

La vergogna della classe è quella provata dai poveri e dalle classi lavoratrici negli Usa, rappresentati come falliti, incapaci, truffatori, pericolosi, parassiti, predatori, che preferiscono l’elemosina al lavoro. La povertà viene colpevolizzata come inettitudine personale, ghettizzata fuori dalla società civile in recinti chiusi. Ma lo status sociale può non essere solo una condanna, può diventare una scelta: quella della parte da cui stare.

Le “case dei poveri”: appunti per una storia

La questione, oggi esplosiva, delle case dei lavoratori, dei meno abbienti, dei “poveri” (per usare un termine evocativo) non è certo nuova in Europa. Al contrario, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, essa ha assunto una particolare evidenza dando vita a un vero e proprio laboratorio di innovazione del progetto di città in cui si sono cimentati i migliori architetti e progettisti dell’epoca.

Scuola. Almanacchi per l’anno nuovo

La scuola sembra immobile. A scorrere i titoli delle principali testate giornalistiche e scolastiche sembra proprio di aver già letto e riletto tutto in tempi precedenti. I luoghi comuni vengono spacciati per idee e, intanto, i problemi restano irrisolti. Così si consolida il pensiero conformista, prima causa dell’immobilismo che tocca la scuola, il lavoro, la società e tutti i sistemi complessi.

Il cancro non è una fatalità

Le diagnosi di tumore sono in netto aumento nel Paese: nel 2006 erano 2 milioni e mezzo le persone che vi convivevano; nel 2020 si è passati a circa 3,6 milioni (il 37% in più). Aumentano peraltro anche le guarigioni grazie a diagnosi precoci. Intanto tra i fattori di maggior rischio emerge, a fianco di obesità, abitudini sedentarie, scorretta alimentazione, alcolismo e fumo, l’inquinamento ambientale.

Il calcio italiano? Un Titanic allo sbando

Il calcio italiano vive in una bolla (fatta di conti in rosso, di scandali montanti, di una nazionale di nuovo esclusa dai mondiali) che lo allontana dalla dimensione del miglior football continentale giocato in Inghilterra, Spagna, Francia. Per esorcizzare questa marginalità si rilancia il mercato di gennaio, senza succo e senza nerbo, che si appoggerà a prestiti, riciclaggi e operazioni di basso profilo.

Mimmo Lucano e la gogna mediatica

Mimmo Lucano è stato condannato, sulla base di elementi a dir poco dubbi, a 13 anni di carcere: una enormità, rara in terra di ‘ndrangheta finanche per omicidi. Ma non basta. Nella motivazione della sentenza il tribunale adombra maliziosamente reati mai contestati e inesistenti. E il direttore del “Fatto quotidiano” li riprende dando vita a una sorta di gogna mediatica. Quel che è peggio, nel silenzio generale.

L’omicidio di Pier Paolo Pasolini e un’indagine chiusa troppo in fretta

L’istruttoria per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini fu gravemente lacunosa. La confessione dell’autore materiale (l’appena diciassettenne Giuseppe Pelosi) consentì di chiudere con insolita rapidità una vicenda scomoda per le caratteristiche della vittima e le modalità del delitto. Ma – come ricorda uno dei giudici di allora – almeno in primo grado il tribunale affermò che Pelosi non era solo.

Azzardopoli, il paese del gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo cresce, nel nostro Paese, in modo esponenziale: nel 2022 gli italiani hanno speso per quella voce 40 miliardi di euro. E con il gioco cresce la ludopatia, classificata ormai come malattia. Ci sono significativi interventi di contrasto di Comuni e Regioni. Ma l’azione dello Stato è deficitaria. Forse perché il gioco porta alle casse dello Stato proventi ingenti: 5,5 miliardi nei primi sei mesi del 2022.