Genova. No, non siamo reduci

A Genova, nel luglio del 2001 si riunivano gli “otto grandi” per esibire le proprie certezze, la promessa di un pianeta in continuo progresso grazie al dominio del profitto, della finanza, della crescita infinita. Allora apparentemente siamo stati sconfitti. Ma avevamo ragione noi e oggi è sempre più chiaro che bisogna cambiare rotta per uscire dall’incubo della guerra infinita e del disastro climatico.

Il diritto all’aborto, le costituzioni, la lotta per i diritti

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto di aborto è, per diversi aspetti, illuminante. Dice, in particolare, che i diritti non sono dati per sempre, ma vivono nella storia e sono l’esito di lotte e rapporti di forza. Certo, ci sono le Costituzioni, ma anch’esse possono essere oggetto di interpretazioni riduttive o abbandonate, sovrastate da una differente egemonia.

Barriere architettoniche: un modo per dire “tu no!”

Il marciapiede senza rampa, la cena organizzata in un locale non accessibile, l’ascensore non funzionante… Ogni barriera architettonica è un odioso «Tu no!». Che fare? Intanto cambiare, tutti, mentalità: non semplicemente “abbattimento di barriere” ma “accessibilità” e “fruibilità” degli spazi fisici, dei servizi, dei trasporti, degli eventi, della comunicazione, delle “offerte” culturali e turistiche.

Tempo di esami e di giudizi: tornare a Gramsci?

È tempo di esami. E di giudizi, redatti con indicatori che vorrebbero essere oggettivi, ma sono in realtà aridi e impersonali. E un quotidiano pubblica un tema di Gramsci su Leopardi, del 1911, con il giudizio del suo professore: «Il lavoro è meditato e sentito, pregevole di pensiero e di forma. Il tema è bene inteso, e bene svolto. [Voto] 7-8/10». Tutto in una sola riga. Pensiamoci…

Le aree interne: dall’abbandono alla scommessa di “restanza”

Ormea è un borgo di mezza montagna tra il Piemonte e la Liguria le cui frazioni, un tempo povere ma piene di vita, sono state gradualmente abbandonate. Come tanti borghi del mondo dei vinti descritto da Nuto Revelli. Un appassionato racconto di Fabio Balocco ripercorre quella storia e anticipa la scommessa del ritorno (o della “restanza”): unica speranza per i “troppo vuoti” delle aree interne.

Il calcio in fuga dalla borsa

Alla fine del secolo scorso sembrò aprirsi, per le società di calcio, una nuova strada: quella della quotazione in borsa. La seguirono Lazio, Roma e Juventus. Ma, nonostante le apparenze, i risultati sono stati fallimentari. Oggi è iniziata una provvidenziale marcia indietro, salvo forse per la Juventus (perché negli interessi degli Elkann & Agnelli il calcio è solo uno dei tanti addendi).

La sanità in appalto

Siamo arrivati ai bandi per la fornitura di servizi ospedalieri di ostetricia e ginecologia. Accade a Modena. La privatizzazione si estende e tocca settori fondamentali. E non basta. Senza un cambio di direzione politica e una programmazione di ampio respiro, in sanità ci aspetta di peggio: una ulteriore privatizzazione con l’autonomia regionale differenziata.