Deb Olin Unferth, Capannone n. 8 (Sur, 2021)

La storia del “rapimento” di centomila galline stipate e stremate in uno di quegli allevamenti intensivi che in America vanno tanto per la maggiore è l’originale e intelligente pretesto per mettere in scena un romanzo corale sui vincoli familiari, i desideri di fuga (non solo degli animali), le costrizioni angosciose che la civiltà impone (non solo agli animali).

Benjamín Labatut, Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 2021)

Opera di finzione basata su fatti reali, meraviglioso intrico di racconti che conducono il lettore a esplorare i limiti della conoscenza scientifica. Un libro in cui i colori diventano veleni (dal Blu di Prussia allo Zyklon B delle camere a gas) e i laboratori scientifici campi di battaglia in cui la possibilità di salvezza del genere umano si confonde con l’incubo della sua dissoluzione.

Francesca Melandri, Sangue giusto (Rizzoli, 2017)

Attilio Profeti ha 90 anni, ha attraversato il ‘900, carismatico e bugiardo, sempre da vincitore. Di segreti ne ha avuti tanti, il più grande un figlio in Etiopia, mai riconosciuto. Una storia di segreti di famiglia che è anche la storia di un Paese che rimuove i ricordi senza affrontarli. Romanzo monumentale, come scrisse Liberation. Leggetelo assolutamente.