Riccardo Falcetta è medico del lavoro a Torino
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La strage continua: per morti sul lavoro e da lavoro (malattie professionali, in particolare tumori). I morti per infortunio si vedono e si contano (circa mille all’anno); molto più difficili da individuare quelli da tumore occupazionale. Le stime dell’Inail sono di circa diecimila morti all’anno ma il dato è ampiamente errato per difetto. Le omissioni del passato presentano il conto e i cambiamenti di registro nel controllo tardano.
Salute e lavoro sono sempre più marginalizzati. Se si vuole invertire la rotta serve anche la matita elettorale, per premiare le forze che sostengono la sanità pubblica, la scuola pubblica, l’acqua pubblica, la riduzione dell’orario di lavoro, le fonti di energia rinnovabili etc. Ma, a fianco, è necessaria una lotta che dia un chiaro segnale di inversione di rotta che ci veda “resistenti” più che “resilienti”.
Pochi lo sanno, ma il maggior numero di “morti bianche” nel nostro Paese è conseguenza di tumori occupazionali: più di 7.000 all’anno a fronte delle 700 determinate da infortuni sul lavoro. È una vera e propria strage che pone una questione fondamentale di prevenzione e, insieme, di giustizia per le vittime.