Marco Omizzolo, sociologo, ricercatore Eurispes, vive a Sabaudia ed è presidente della cooperativa In Migrazione e dell’associazione Tempi Moderni. Si occupa di studi e ricerche sui servizi sociali, sulle migrazioni e sulla criminalità organizzata. È autore di saggi e ricerche in particolare sullo sfruttamento in agricoltura dei lavoratori stranieri (che ha sperimentato direttamente lavorando per alcuni mesi come bracciante nell’Agro Pontino). Collabora con il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con redazioni di quotidiani e riviste italiane. Ha pubblicato, tra l’altro, “La Quinta Mafia” (RadiciFuture editore) e “Sotto padrone. uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana” (Feltrinelli).
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Lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare dei migranti impiegati in settori produttivi in genere faticosi, poco pagati e socialmente poco apprezzati, ha carattere strutturale nel sistema capitalistico contemporaneo. Per questo sostenere, nei referendum, i diritti del lavoro e della cittadinanza ha anche un significato politico generale.