Il diritto all’aborto, le costituzioni, la lotta per i diritti

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto di aborto è, per diversi aspetti, illuminante. Dice, in particolare, che i diritti non sono dati per sempre, ma vivono nella storia e sono l’esito di lotte e rapporti di forza. Certo, ci sono le Costituzioni, ma anch’esse possono essere oggetto di interpretazioni riduttive o abbandonate, sovrastate da una differente egemonia.

Armi all’Ucraina: una ferita che resta aperta

Il confronto auspicato su queste pagine in merito alla congruità dell’invio di armi all’Ucraina da parte della comunità internazionale e al ruolo di quest’ultima in favore della pace e a tutela dei diritti umani nel mondo stenta a decollare. A dimostrazione che la ferita è ancora aperta e difficilmente rimarginabile. Lo dimostra lo scambio tra Pierluigi Sullo e Livio Pepino che si riporta.

La vittoria di Pirro di Monsieur Macron

Nelle presidenziali e nelle legislative francesi, chi ha perso di più è chi ha vinto. Macron ha perso un numero significativo di voti e, soprattutto, ha visto sconfitta la sua pretesa di governare senza ingombri e senza compromessi con le opposizioni. Ora dovrà venire a patti sia con Marine Le Pen che con Mélenchon che, pur senza sfondare, hanno aumentato il loro consenso. E ciò cambierà la politica del paese.

Tempo di esami e di giudizi: tornare a Gramsci?

È tempo di esami. E di giudizi, redatti con indicatori che vorrebbero essere oggettivi, ma sono in realtà aridi e impersonali. E un quotidiano pubblica un tema di Gramsci su Leopardi, del 1911, con il giudizio del suo professore: «Il lavoro è meditato e sentito, pregevole di pensiero e di forma. Il tema è bene inteso, e bene svolto. [Voto] 7-8/10». Tutto in una sola riga. Pensiamoci…

Armi all’Ucraina: due domande agli amici che hanno indossato l’elmetto

Se in Ucraina è in gioco la democrazia a livello planetario, perché la comunità internazionale si limita all’invio di armi e non interviene direttamente con uomini ed eserciti? E, ancora, se l’uso delle armi è una necessità di fronte all’aggressione e alla violazione di un popolo, perché non vi si fa ricorso anche in Kurdistan, in Palestina, in Yemen e in tutte le situazioni analoghe?

Stati Uniti. Dopo le sentenze su armi e aborto: c’era una volta la Corte Suprema

Le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti sul porto d’armi e sull’aborto segnano un punto di non ritorno. La Corte ha scelto di abbandonare il piano tecnico e di scendere direttamente nell’agone politico, così ponendo una pietra tombale sulla sua credibilità come giudice delle leggi e decretando il declino del modello statunitense, associato a un ideale di civiltà giuridica avanzata.

La crisi delle democrazie e il futuro del pianeta

Mentre la guerra insanguina l’Europa, la crisi della democrazia statunitense si interseca con l’ombra lunga di un golpe annunciato in Brasile in caso di vittoria di Lula e con la fine del compromesso costituzionale su cui si fonda lo stato indiano. Un quadro meno fosco può venire solo dall’avvento di un sistema internazionale multipolare in cui i sistemi democratici competano pacificamente con il colosso cinese.

Colombia: Petro ha vinto!

La Colombia è il terzo paese del Sud America per abitanti, non ha mai avuto un governo di sinistra, è il paese con le maggiori diseguaglianze dopo il Brasile, ha 7 basi militari statunitensi e una violenza criminale in simbiosi con tanta parte della politica. Per questo la vittoria elettorale di Petro, espressione di una vasta alleanza di organizzazioni politiche e di movimenti sociali, è un “giro histórico”.