Ennio Morricone e l’alterità della musica

Compito della colonna sonora di un film, secondo Ennio Morricone, è di dar voce a ciò che nel film non c’è e non si vede, di esprimere non il visibile ma l’invisibile, non il detto e il dicibile ma il non detto e l’indicibile, non la luce non la penombra ma l’ombra, non la realtà e neppure il sogno ma l’utopia. Solo incarnando un tale compito un prodotto della creatività umana diventa opera d’arte.

Pulizia libraria in Ucraina

La guerra porta con sé, in Ucraina, una drastica “pulizia libraria”: sono banditi i libri scritti da cittadini russi ed è vietato diffondere opere di musicisti russi. Il presidente della sottocommissione per l’Informazione del Parlamento, ha fatto sapere che a fine 2022 già 19 milioni di libri erano stati eliminati e che, “a regime”, dovranno esserne eliminati 200 milioni! Certo non si difendono così la democrazia e le libertà.

La cultura in trincea

La trincea, evocata in una traccia dell’esame di maturità, ha oggi significati opposti: camminamento scavato sul fronte di una guerra anacronistica e linea di resistenza contro la strumentalizzazione della cultura a fini di parte. È quest’ultima accezione che dobbiamo coltivare, memori che la lezione della storia impone di resistere durante i periodi bui nonostante l’arrivo dei nuovi “dominatori”.

Un nuovo territorio dell’estrattivismo: l’editoria scientifica

Sono recenti le dimissioni dell’intero comitato editoriale di una importante rivista di neuroscienze in segno di protesta contro i prezzi elevatissimi richiesti dalla casa editrice ai ricercatori per la pubblicazione di lavori nel formato Open Access. È l’ultima dimostrazione di come l’economia capitalistica riesce a trasformare attività umane che non dovrebbero rispondere alle leggi del “mercato” in una ricca fonte di profitto.

Fare memoria

Cosa significa fare memoria in modo propositivo e non semplicemente declamatorio? Significa trasmettere un sistema di valori, di idee, di modi di agire in grado di orientare nelle scelte e di guidare a riconoscere e denunciare i carnefici e gli indifferenti nel mondo. A ciò sono funzionali esperienze di comunità che mettano in dialogo realtà e persone che provano a farlo, ogni giorno, opponendosi alla barbarie.

La giustizia, ascoltando De André

“Alla Stazione successiva” (di Raffaele Caruso, sottotitolo “La giustizia, ascoltando De André”) è un libro da leggere e ascoltare. Un libro che chiama in gioco di continuo le emozioni e le esperienze di ogni lettore che possegga due fondamentali requisiti: la passione per le visioni del cantautore genovese e, in un modo o nell’altro, il lavoro con gli arnesi del diritto.

Come le parole costruiscono la realtà

Le guerre hanno come complemento immancabile l’attivazione, da parte delle minoranze al potere, di meccanismi diretti a influenzare l’opinione pubblica. Non c’è solo la propaganda bellica esplicita. Ancor più conta il ricorso a parole ed espressioni suggestive perché sempre più, come è stato scritto, il linguaggio non rispecchia la realtà, ma piuttosto crea una realtà.

Il pacifismo di Albert Einstein

Lo scambio epistolare tra Albert Einstein e Sigmun Freud sul “perché la guerra?”, del luglio-agosto 1932, aiuta a riflettere sul tragico ritorno della guerra in Europa e sul suo necessario superamento. Il pensiero di Einstein è chiaro: la logica della guerra non si supera con statuizioni giuridiche, ma costruendo mezzi alternativi per la risoluzione dei conflitti, cioè preparando la pace.

Donne di parola

“Donne di parola” è la firma, felice e opportuna, di una raccolta di cinquantanove racconti (“Le storie siamo noi”) scritti da donne nell’ambito di un gruppo di scrittura torinese. Una firma che indica una presa di parola collettiva, voce narrante di come le donne hanno trasformato il paese dal 1908 fino agli anni Settanta del secolo scorso: per conservare la memoria e per comunicarne il significato.