Verde marcio

Verde marcio è il colore che si addice a chi, come la neo eletta Presidente dell’UE von der Layen, dietro la copertura di politiche ambientali promuove programmi di armamento distruttivi per la vita umana e la natura. Si chiama greenwashing, ed è la formula prevalente oggi anche in politica dove un esempio clamoroso è offerto dai Grünen tedeschi. I quali, peraltro, nelle ultime elezioni in Sassonia e Turingia hanno pagato un prezzo politico altissimo per la loro svolta bellicista.

Non tutto può essere permesso a Zelensky

La narrazione mainstream della guerra in Ucraina come di un episodio della lotta delle “democrazie” contro le “autocrazie” qualche volta inciampa in imbarazzanti smentite. È il caso della soppressione per legge della Chiesa ortodossa di Onufrio (che conta milioni di fedeli) e di una conduzione delle operazioni in territorio russo che propone il rischio di una catastrofe nucleare. Come se tutto fosse permesso a Zelensky.

Le nostre ferie d’agosto e una foto da Gaza

Questo agosto sembra non finire mai. Abbiamo abbassato le saracinesche del lavoro e con esse anche quelle della vita e delle tragedie che ci circondano e che non danno tregua né olimpica né agostana. Poi, all’improvviso, tra le infinite foto di vacanze, ne arriva una da Gaza: sacchi di plastica, con corpi trasformati in materia da scaricare distrattamente in mezzo alla polvere.

Equivoco

L’equivoco di essere fascisti in democrazia

L’equivoco di “essere fascisti in democrazia” è il filo nero che collega la vicenda del Msi fin dall’origine a quella dei suoi epigoni. L’intreccio tra pulsioni eversive e retoriche dell’ordine, alla base della doppiezza almirantiana, diventato virulento negli anni della “strategia della tensione”, spiega l’isteria con cui i vertici di FdI tentano di esorcizzare il ruolo della destra radicale nella strage di Bologna.

La sinistra surreale

Tutti ricordiamo lo sgomento con cui abbiamo appreso gli esiti delle ultime elezioni europee. Ebbene oggi, in Europa e in Italia, l’unico progetto politico post-elezioni (sia di governo che di opposizione) è quello di non vedere e non sentire la tempesta in arrivo. La destra cerca di normalizzare. Ma anche chi dovrebbe opporsi a chi governa, finisce per normalizzare allo stesso modo.

La legge sull’autonomia differenziata e le ambiguità delle regioni

Per il referendum contro la legge sull’autonomia differenziata si stanno muovendo anche cinque Regioni. Con due quesiti: uno per l’abrogazione totale e uno per l’abrogazione solo parziale. Il secondo quesito è del tutto inopportuno. Sul piano tecnico, ma anche su quello politico perché non si tratta di limitare i danni. La cancellazione della legge Calderoli è una questione di democrazia che va posta nella sua radicalità.

Ilaria Salis e gli improbabili difensori della legalità

Vecchi arnesi del fascismo, giovani virgulti neonazisti e compagni di merende di corrotti ed evasori fiscali inneggiano alla legalità e si stracciano le vesti per l’elezione al Parlamento europeo di Ilaria Salis, attivista del movimento per la casa. Una destra paladina della legalità è una contraddizione in termini ma c’è, in questa operazione, un tentativo di modificare il senso comune che merita di essere analizzato.

In morte di Satnam Singh: ribaltare le poltiche

Di fronte alla morte di un bracciante sfruttato e lasciato morire nelle campagne di Latina, non bastano le lacrime di circostanza. Bisognerebbe ripensare tutto e magari fare in mondo che i migranti restino nei loro paesi (come chiede la destra, e non solo) ma a condizione di restituirgli tutte le loro cose: le risorse naturali, il petrolio, l’oro, i diamanti, i legni pregiati, il gas, il coltan. Solo così, forse, capiremmo.

Dopo le europee: la necessità di un dibattito senza reticenze

Ha vinto l’astensione e ha tenuto la destra, che è oggi più forte di ieri. È stata sconfitta, in modo definitivo, la sinistra alternativa, confermatasi, sul piano elettorale, irrilevante. Anche il riferimento alla pace non è stato un discrimine. I valori della sinistra e la necessità di una politica radicata nel sociale sono più che mai attuali, ma occorre maggior attenzione alle dimaniche istituzionali.

IL G7 in Puglia: un finto dialogo a copertura del riarmo

Il prossimo G7 in Puglia, apparente incontro di vecchi amici in masseria, punta in realtà a rilanciare la forza e gli armamenti come regola nelle relazioni internazionali. È ben peggio del G8 di Genova 2001 che provocò la ben nota ondata di proteste. Oggi alle contestazioni si sostituisce un finto dialogo, rotto solo da qualche associazione locale. Non sarebbe il caso che le opposizioni e i sindacati battessero un colpo?