Un Governo che odia i poveri e i lavoratori

Ci si può aspettare, da un Governo che affida il tema del lavoro a Elvira Calderone e Claudio Durigon, la disponibilità a introdurre il salario minimo per legge? Difficile pensarlo anche alla luce delle sue molte scelte politiche contro i lavoratori. Il 70% degli italiani è favorevole alla introduzione della misura, ma poco importa. Della serie: chi se ne frega. È la postdemocrazia, bellezza.

Ma cosa pensa davvero il Pd?

Ma è davvero la rissosità interna a zavorrare il Pd e la sua azione di opposizione al Governo? Purtroppo no. La ragione è, piuttosto, la mancanza di chiarezza sulla linea politica. Sulle questioni fondamentali oggi in discussione (armi, fisco, sanità e autonomia differenziata), infatti, il Pd ha detto e fatto tutto e il suo contrario. Forse sarebbe il caso che uscisse dall’ambiguità.

I giochi di prestigio di Elly Schlein e il rinnovamento mancato del Pd

Il Governo italiano, approvando una mozione del Pd, si è impegnato a non usare fondi del Pnrr per produrre armi da inviare in Ucraina, ma il Parlamento europeo, con il voto favorevole del Pd, ha autorizzato gli Stati membri a farlo. Un gioco di prestigio mediocre che lascia stupefatti e indignati coloro che credono a una politica fondata su coerenza e principi e che, perciò, hanno sostenuto Elly Schlein alla guida del partito.

Cosa ci insegnano le rivolte nelle banlieues

L’uccisione da parte della polizia del diciassettenne Nahel ha provocato in Francia violente rivolte. Diverse le lettura che ne sono seguite: effetto delle leggi che hanno dato mano libera polizia, crisi del sistema di governo transalpino, emergere di nuove manifestazioni del conflitto sociale. Comunque sia, la “nuova era dei riot” è destinata a durare a lungo e a non rimanere confinata sul suolo francese.

Il “pacchetto Nordio” e la giustizia dopo Berlusconi

Il pacchetto Nordio sulla giustizia sta provocando polemiche e contrapposizioni. Eccessive verrebbe da dire, trattandosi in realtà di una modesta e minimale accozzaglia di interventi eterogenei, se non fosse per la concezione strumentale del garantismo che, nelle previsioni e nelle omissioni, esso rivela e che lo rende, anziché veicolo di uguaglianza e di tutela, strumento di sopraffazione e di privilegio.

Il lutto per Berlusconi e il servilismo di Università e giuristi

La vergogna del lutto di Stato per la morte di Silvio Berlusconi ha visto le Università silenti e ossequiose. Ha “disobbedito” solo l’Università per Stranieri di Siena, determinando le reazioni scomposte dei “clienti” del cavaliere di Arcore a cui si sono uniti alcuni intraprendenti giuristi che, incuranti del comune senso del ridicolo, hanno chiesto che il rettore della Stranieri sia perseguito penalmente per la sua indipendenza.

Guardare negli occhi il colore della sconfitta

La sconfitta della sinistra ha una dimensione europea: anche per questo è illusorio pensare che bastino dei cambiamenti di leadership nazionali per invertire la tendenza. Intanto, la guerra incombe con effetti profondi sul vissuto delle persone e sugli scenari politici. Possibile che i socialisti e i democratici europei non mettano in agenda una riflessione comune sulla crescente inadeguatezza della loro offerta politica?

Destra di guerra

Questa destra “di guerra”

Questa destra autoritaria che ha vinto le amministrative è figlia della torsione autoritaria del neoliberismo e della guerra con i suoi veleni. Il suo successo (relativo se si scava nei dati) si inserisce in una deriva più generale che dalla Spagna di Sanchez e Colau alla Grecia di Tzipras vede le sinistre sfidate da un’onda di regresso e restaurazione reazionaria generale. Per resisterle occorre una posizione chiara contro la guerra e per la Pace.

Il decreto Cutro: quando la forma fa il paio con la sostanza

Il cosiddetto decreto Cutro è stato giustamente esaminato e criticato per l’abnormità dei contenuti. Ma il suo iter non è stato da meno. L’adozione del decreto (prima) e la conversione in legge (poi) hanno, infatti, riproposto alcune tra le patologie più comuni della decretazione d’urgenza. Con qualche fuga in avanti che, in prospettiva, potrebbe aprire la strada a forme di “abuso del decreto-legge” sempre più spregiudicate.