La corruzione cancellata per decreto

Circola nella politica un diffuso ottimismo: la corruzione non c’è più! Di tanto in tanto c’è qualche funzionario sorpreso con le mani nel sacco e qualche sindaco arrestato per malversazioni e ruberie. Ma nessuno sembra farci caso. Il Governo del fare non ha tempo per occuparsi di simili “incidenti” e preferisce dedicarsi a cancellare controlli e “reati spia”. Anche se ci sono segnali che qualcosa cova sotto la cenere.

Fascismo: il potere delle immagini

Vedere centinaia di camicie nere schierarsi a Roma, la destra tesa nel saluto romano, ha reso difficile negare che l’Italia abbia un problema attuale e concreto col fascismo. Per di più, nella cecità generale, sono i fascisti a parlare chiaro e a rivendicare la continuità con il passato. Il loro disegno è abbattere la Costituzione antifascista. Se il domani apparterrà davvero a loro, sappiamo già come sarà quel domani. Dobbiamo esserne consapevoli.

L’ombra dei giudici sulle elezioni degli Stati Uniti

Si avvicinano, negli Stati Uniti, le elezioni del 2024 e a breve inizieranno le primarie. Mai come ora il piano politico si intreccia con quello giudiziario. È un intreccio che coinvolge principalmente Donald Trump, pur in vantaggio abissale sugli altri concorrenti alla nomination repubblicana, ma anche Joe Biden rischia di essere trascinato in vicende giudiziarie che possono fargli perdere il sostegno di non pochi elettori.

E poi c’è Renzi…

E poi c’è Renzi. Il premierato della Meloni? No, grazie. Troppo poco. Alle preoccupazioni per le sorti della democrazia, l’ex aspirante riformatore, affossato dal voto popolare nel 2016, risponde da par suo: attaccando da destra e prendendo a modello le regole, lesive del pluralismo democratico, impiegate, dal 1993, nei comuni. Senza cogliere che la crisi del sistema non sta nella debolezza del Governo, ma in quella del Parlamento.

Se il femminicidio è un tabù linguistico

Abbiamo assistito, negli ultimi tempi, alla nascita di un nuovo genere letterario: quello delle omelie dei funerali in diretta televisiva. Non è stato sempre un genere apprezzabile. È il caso, tra gli altri, della omelia pronunciata a Padova, nella basilica di Santa Giustina, ai funerali di Giulia Cecchettin, nella quale hanno prevalso – e non è stato un bel segnale – eufemismi e scelte lessicali rivelatrici di una ostinata e capillare volontà minimizzante.

Segnali di vita a sinistra?

Ci sono segnali di vita a sinistra. Non si colgono solo nelle case e nei cortili, ma anche nelle pubbliche piazze. Ma è presto per dire che “la sinistra sta tornando”. Prima deve scegliere a cosa tiene: alla normalizzazione o al conflitto? Vuole sfidare la storia o vuole solo approfittarne e, ancora una volta, affidarsi esclusivamente alla propria volontà di governare? Senza risposte appropriate a questi interrogativi i segnali di vita saranno, ancora una volta, illusori.

Squadrismo istituzionale

Squadrismo istituzionale

“Squadrismo istituzionale” l’ha definito il segretario della UIL Bombardieri. “Un attacco gravissimo del governo a un diritto fondamentale delle persone che lavorano”, ha aggiunto Landini per la CGIL. Ormai è chiaro che questa destra segnata dalla sua matrice neofascista va aggredendo, giorno dopo giorno, in forma sempre più sistematica, ad ampio raggio, tutti i residui fondamenti della nostra democrazia, sociale e politica

L’accordo Italia-Albania sui migranti: uno spot illegittimo e impraticabile

La presidente del Consiglio vanta come un grande successo il protocollo stipulato con l’Albania per il trattenimento di un consistente numero di richiedenti asilo in centri costruiti in territorio albanese. Si tratta, peraltro, di un accordo illegittimo e impraticabile che si inquadra nel risalente tentativo dell’Italia di esternalizzare le frontiere. Insomma niente più che uno sgradevole spot pubblicitario.

L’egemonia della destra, ovvero la riduzione della cultura a propaganda

L’egemonia culturale della destra non è Pino Insegno che sostituisce Fabio Fazio. È ben altro. È il trionfo della propaganda, che ci costringe a parlare del dito e ci vieta di discutere della luna. La guerra ridisegna le relazioni internazionali, la crisi economica esalta la disuguaglianza, le riforme costituzionali liquidano la democrazia. Ma si può prendere la parola solo per confermare la narrazione della propaganda.