Contro il fascismo: ora, ragazze e ragazzi, tocca a voi!

“L’insediamento di Giorgia Meloni alla presidenza del Consiglio è un fatto devastante. Il fascismo non è più un pericolo, è una realtà, seppur in divenire. E la tragedia maggiore è l’accettazione passiva. Non so se parlare di indifferenza o di servitù volontaria. Ma so che non è mai troppo tardi per reagire. Una strada alternativa esiste: capire e non arrendersi mai. Giovani, tocca a voi!”. Questo il testamento politico di Gastone Cottino.

Voi, studenti, siete l’antidoto contro il fascismo

A Torino, per evitare contestazioni a una manifestazione del Fuan, la polizia ha fatto irruzione nell’Università entrando nelle aule e manganellando gli studenti. L’Università ha risposto con una affollatissima assemblea nella quale il prof. Amedeo Cottino ha sottolineato il ruolo degli studenti antifascisti come «antidoto contro i veleni del potere, le menzogne, l’erosione della cultura, il fascismo».

L’antifascismo spiegato ai giovani

Con “Antifascisti adesso… Perché non è ancora finita” il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, consegna ai giovani, insieme all’analisi impietosa dei motivi che ci hanno portato alla situazione attuale, un’idea di antifascismo in cui «connettere presente e futuro, sogno e realtà, utopia e realismo, teoria e prassi, avendo come costante punto di riferimento la vita delle persone in carne e ossa».

La strategia della destra: anestetizzare l’antifascismo

Tre le mosse di Meloni per anestetizzare l’antifascismo: equiparare nazifascismo e comunismo, identificare l’antifascismo con alcune scellerate derive degli anni ‘70, derubricare il fascismo a un incidente di percorso nella storia della “nazione”. È una strategia spregiudicata che sarebbe destinata all’insuccesso se non avesse una sponda nella stampa mainstream e nella retorica dell’impegno nella guerra in Ucraina.

Fascisti su Marte o sulla terra?

L’andamento dei flussi migratori, legali o “illegali”, dipende da vicende e problemi internazionali epocali ed è indifferente al volto feroce dei governanti o alle beghe della politica italiana. Ma i nuovi fascisti del nostro Paese vivono in una bolla e, invece di attuare politiche razionali di accoglienza, digrignano i denti e cercano di nascondere la loro impotenza evocando complotti tesi a realizzare una sostituzione etnica.