Il paese del libro (Volas, nome di fantasia) è incastonato nelle Alpi, trasformate nel corso degli anni in meta turistica per sciatori. I montanari che ci abitano vivono come tutti le loro storie, i loro tormenti, le gelosie e le diffidenze. Fino a quando qualcuno decide di fare di Volas un paese perfetto, un Truman Show incantato e arancione dove tutto può essere sotto controllo. Tiziana Angilletta scardina lo stereotipo della narrazione di montagna virando al romanzo distopico, metafora perfetta per raccontare come certe parti politiche vorrebbero il loro mondo: controllabile, richiudibile, inaccessibile da chi è diverso, invivibile per chi non si adegua. Mai come oggi è necessario denunciare con ogni mezzo chi agisce al solo scopo di occupare territori e ridefinirli: questo libro non è che lo specchio di una favola distorta di fronte all’orrore del mondo. Bella, disturbante, profondissima riflessione sul potere che sottomette in silenzio e sul silenzio di chi non si oppone mai alla distruzione.
Segnalazione di
Matteo Poletti
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