Schiavitù, fragole e consolati

In Calabria i braccianti afghani e pachistani valgono meno delle cassette di fragole e, se provano a protestare, può accadere che vengono chiusi in un’automobile e bruciati vivi, suscitando la pena e le lacrime di un giorno. Intanto nella mitica Milano una grande società statunitense importa, per costruire il consolato del proprio paese, qualche centinaio di muratori indiani che riduce in schiavitù a due euro l’ora.

La patrimoniale e le tasche degli italiani

Ogni volta che si parla di patrimoniale, la destra (e non solo) grida allo scandalo affermando che “si vogliono mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Accade anche oggi, a fronte della proposta di legge popolare sul tappeto, che prevede un’imposta progressiva dall’1% al 3,5% sui patrimoni oltre i due milioni di euro. Ciò interessa l’1% della popolazione: davvero difficile identificare questo 1% con tutti gli italiani.

L’Italia e le vittime di tortura

L’Italia, al di là di annunci e raccomandazioni non vincolanti, è ancora largamente inadempiente rispetto agli obblighi internazionali che impongono di rendere accessibili ai sopravvissuti a tortura i servizi specialistici necessari per una piena riabilitazione. È quanto risulta in modo univoco dal rapporto della Rete di supporto per le persone sopravvissute a tortura pubblicato nei giorni scorsi.