Natale e il sogno che ci manca

Nel presepe napoletano il personaggio più importante è il pastorello addormentato: non può mancare, perché, secondo la tradizione, nel sonno sta sognando il presepe. Senza il suo sogno, non ci sarebbe il presepe e non ci sarebbe alcun Dio. Perché Dio è un sogno dell’uomo. Un sogno di giustizia e di felicità. È quello che oggi ci manca, anche se sappiamo tutto dell’ingiustizia del mondo che ci circonda.

Natale. E la parola avvenne nella carne

La liturgia del Natale, con le parole del vangelo di Giovanni, ci dice che, se Gesù esprime pienamente il Divino, è un Dio che si pone senza volontà di erigere strutture di dominio, rimane nella logica dell’erranza, va nomade dove lo si accetta. Di qui la speranza che l’esserci – accanto ai piccoli, i violentati, gli umiliati – sia ancora la prospettiva in cui costruire politiche radicate in quel che è vero.

Noterelle dal carcere: Natale

Siamo a Natale. E anche in carcere, inevitabilmente, se ne parla. Con una qualche maggiore autoironia tra i detenuti maschi, con meno leggerezza nei padiglioni femminili. E poi, anche in carcere, ci sono i riti. Tra questi un pranzo, intorno a un lungo tavolo, con detenuti, educatori, psicologi, insegnanti, volontari. Mancano gli assistenti della polizia: mangiano per conto loro, in una stanza poco discosta.

Una legge per la ex-Gkn

La legge istitutiva dei Consorzi di Sviluppo Industriale approvata dalla Regione Toscana sull’onda della lotta dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex Gkn e della mobilitazione sociale cresciuta nel Paese è una svolta per l’approccio delle istituzioni pubbliche locali alle crisi industriali e alle minacce di delocalizzazione. Con essa si introduce uno strumento importante. Ora occorre farlo funzionare.

L’Ucraina, le bugie e l’impossibilità di vincere

Ora lo riconosce anche Zelensky: l’Ucraina non può vincere, cioè liberare tutti i territori aggrediti e fracassati dai russi: non per mancanza di armi e munizioni ma per mancanza di altri uomini da mandare al macello. Ciò era evidente fin dall’inizio. E ora qualcuno dovrà dare delle risposte ai morti e ai feriti. Dovrà darle chi – la Nato e l’Occidente – ha continuato a promettere una vittoria impossibile.

Quali linee guida per insegnare l’educazione civica?

Egregio Ministro Valditara. Le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica. Lo faremo quando parleremo di Costituzione, di proprietà, di uguaglianza, di diritti, di patria, di fascismo.

Processo Open Arms: ai confini del diritto

Il fatto è pacifico, anzi rivendicato. Salvini, da ministro dell’interno, ha impedito lo sbarco di 147 migranti salvati in mare, attentando così alle loro libertà fondamentali. Ugualmente pacifico è che, in un sistema democratico, la discrezionalità politica si ferma di fronte alla lesione di diritti tutelati dalle leggi e dalla Costituzione. Per questo non convince l’assoluzione dei giudici di Palermo, forse intimiditi dagli attacchi della destra.

Sorj Chalandon, La furia (Guanda, 2024)

27 agosto del 1934: 56 ragazzi riescono a evadere dal carcere minorile sull’isola di Belle-Île-en Mer. Alla fine, dopo una impressionante caccia all’uomo, vengono tutti ripresi, puniti e torturati, tranne uno, Jules Bonneau, che riesce a salvarsi grazie all’incontro decisivo con Ronan, il pescatore, sua moglie Sophie, infermiera e “fabbricatrice di angeli”, e uno sparuto gruppo di eccentrici, rossi e libertari.

Automotive, il miraggio della ripresa

Riuscirà una massiccia iniezione di sussidi, quella rivendicata da Confindustria, sindacati e opposizione o quella proposta a livello di UE ad arginare o invertire il corso della crisi dell’automotive? No. Per molte e concorrenti ragioni. Per arginare la crisi climatica e garantire la mobilità di domani occorre investire sul potenziamento del trasporto pubblico di massa e flessibile e su una rapida conversione energetica.

Le fonti di Giorgia

Nel discorso conclusivo della kermesse di “Atreju”, la presidente del Consiglio, gonfiando le vene del collo, ha urlato: «I centri in Albania fun-zio-ne-ran-no!». La sua fonte è un vecchio libro di Giovanni Guareschi, “Lo zibaldino”, che svela il metodo: gridare forte equivale a dire, a bassa voce, il contrario. Una divertente stramberia, ma meno stramba della speranza che i centri albanesi prima o poi funzioneranno.