L’inganno della “pace giusta”

Mettere un aggettivo alla guerra per giustificarla e alla pace per allontanarla è prerogativa di quanti non ne vivono quotidianamente l’incubo. Per chi sta sotto le bombe è tutto ben più nitido: la guerra è sempre ingiusta e la pace è per definizione giusta. Giocare con le parole (prima con la guerra e oggi con la pace) significa nascondere ciò che veramente si vuole: vincere la guerra, costi quel che costi.

Assange, la libertà di espressione, la democrazia

Senza la «libera lotta d’opinione in ogni pubblica istituzione» ‒ scrive Rosa Luxemburg ‒ «la vita pubblica s’addormenta poco per volta». Ce lo ricorda il caso di Julian Assange, vittima da oltre 10 anni di una vera e propria persecuzione e trattato con estrema crudeltà per aver messo a nudo un potere che non risponde a nessuno, nascosto da un’apparenza di democrazia.

La senatrice Segre e le vertigini della storia

È toccato a Liliana Segre investire della presidenza del Senato Ignazio La Russa. Ma il suo discorso ha fissato alcuni punti fermi: l’ancoraggio della vita pubblica alla Costituzione («testamento di centomila caduti nella lotta per la libertà»), da attuare più che da modificare, e la celebrazione non rituale delle ricorrenze «scolpite nel grande libro della storia patria», il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno.

La bambina costretta dalle leggi razziste a lasciare i banchi di scuola

«In questo mese di ottobre nel quale cade il centenario della Marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca ad una come me che, bambina, in un giorno del 1938, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco di scuola elementare, assumere momentaneamente la presidenza del Senato della Repubblica. E mi è impossibile non provare una sorta di vertigine!».

Il sentiero della pace in San Paolo

Anche in questa stagione di guerra la pace sembra essere un’aspirazione condivisa. Eppure, nonostante le buone intenzioni e gli sforzi di molti il sentiero della pace è lontano anni luce. A spiegarne il perché sono parole antiche di Isaia e di Paolo secondo cui quel sentiero è inconoscibile dalla ragione, strutturata sulle categorie dell’intelletto, e richiede di percorrere la via dell’agàpe o dell’amore.

Costruire pace o cimiteri?

La pace in Ucraina è possibile ad alcune condizioni, evidenziate in un documento di 30 ambasciatori italiani: 1) il simmetrico ritiro delle truppe e delle sanzioni; 2) la definizione della neutralità dell’Ucraina sotto tutela dell’ONU; 3) lo svolgimento di referendum gestiti da autorità internazionali nei territori contesi». Ma il Parlamento europeo si muove in senso contrario, verso una “pace dei cimiteri”.

Newton Thornburg, Morire in California (edizioni Sur, 2022)

Ripubblicato da poco da Sur, Morire in California è un romanzo del 1973 di un autore considerato “commericale” negli USA e sfruttato spesso dal cinema. In effetti il romanzo è asciutto, essenziale e cinematografico, ma allo stesso tempo rende con precisione e profondità il dolore del padre che va in California a recuperare la salma del figlio suicida. Nella ricerca della verità, il padre entra in contatto con le comunità hippies della west coast, con ricchi politici e imprenditori di una Santa Barbara opulenta e corrotta, ma soprattutto si trova a fare i conti con le sue radici…

Gli anarchici e l’ordine costituito

Si susseguono gli interventi repressivi sproporzionati nei confronti di appartenenti all’area anarchica, alla quale viene anche attribuita una particolare pericolosità sociale nelle relazioni dei servizi segreti. Ma cosa sta accadendo? Gli anarchici sono davvero un pericolo per l’incolumità pubblica o non piuttosto gli apripista per una ristrutturazione in chiave autoritaria degli spazi di agibilità politica?

Le parole sbagliate della sinistra

Un segno della crisi della sinistra sta anche nel lessico usato dai suoi epigoni. Il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle classi subalterne è stato determinato dalla loro sconfitta nello scontro con il padronato. Ma il lavoro salariato non è scomparso e, per invertire la tendenza, occorre ripartire dalla classe lavoratrice. Senza cercare di sostituirla con qualcos’altro, anche nel lessico.

Quando il baratro si avvicina la pace diventa possibile

Putin ha perso la guerra e come tutti i tiranni sa che lo aspetta il tradimento dei suoi e la solitudine. Zelensky non l’ha ancora vinta. Ora chi sostiene i due nemici dovrebbe imporsi per evitare l’uso dell’atomica. È nel momento in cui più si avvicina il baratro, irrimediabile, talmente profondo che non riusciamo nemmeno a misurarlo, che la pace diventa possibile.