Tutelare le vittime, anche in Costituzione

“La Repubblica tutela le vittime del reato”: è l’integrazione dell’articolo 24 della Costituzione richiesta dal comitato “Noi, 9 ottobre”, approvata un anno fa dal Senato e ora ferma alla Camera in attesa di essere calendarizzata. Eppure è una modifica fondamentale: le vittime hanno bisogno di sapere che la Repubblica è dalla loro parte anche di fronte ai potenti. È indispensabile che la Camera esca dall’attuale torpore.

Bombardare Teheran, ovvero il suicidio dell’Occidente

Israele e l’Occidente, che si sono costruiti la bomba atomica, si sentono minacciati da una bomba che non c’è. E bombardano (o accettano che si bombardi) l’Iran, uccidendo donne e bambini: naturalmente per salvarli dal regime degli ayatollah. Continuiamo così, alimentando il terrorismo, reazione inevitabile di chi ha perduto tutto. Continuiamo così, suicidiamo l’Occidente. Ma sentendoci vittime, mi raccomando.

Stato d’assedio. La nostra vita

Ogni sfera della nostra vita è in stato d’assedio. Che hanno in comune i migranti, i carcerati, i precari, gli ansiosi, gli impoveriti, coloro che subiscono la guerra, gli sfollati? Che sono tutti assediati. E se provano a scappare, chi sta sul trono del mondo può mirare e sparare. Ma anche sotto assedio non resta che tenere fede al profumo del cedro, al rumore del mare, al disprezzo per i carnefici e alla simpatia per le vittime.

Il fondamentalismo dell’Occidente

Sembrava che l’Occidente avesse dismesso il fondamentalismo e il connesso potere di decidere l’eliminazione dei diversi senza necessità di spiegazioni. Ma negli ultimi decenni – da ultimo con il sostegno alle politiche coloniali di Israele – sta ribaltando il paradigma. Possiamo, di nuovo, fare vittime innocenti senza alcuna remora etica, giuridica o estetica: l’essenziale è che abbiano volti poveri e che non si tratti di bianchi e potenti.

Un’altra memoria: quella delle vittime dell’occupazione coloniale italiana

Il 19 febbraio è una giornata di memoria, seppur non istituzionalizzata: quella delle vittime africane della occupazione coloniale italiana, stimate ben sopra le 500.000. Occorre partire da quella strage rimossa per decolonizzare, per sciogliere l’intreccio di potere e conoscenza che fa di ciò che chiamiamo cultura anche un luogo di dominio di alcuni su altri. È questo il compito della scuola e dell’Università.

La Palestina, la giustizia internazionale, i diritti delle vittime

C’è, nella decisione della Corte internazionale di giustizia sul carattere genocidiario delle operazioni militari di Israele a Gaza, un dato potenzialmente rivoluzionario: il riconoscimento, come elemento sufficiente per accogliere l’accusa formulata dal Sud-Africa, della centralità delle vittime e del fatto che la vita di un popolo è stata attaccata in modo da distruggerne la possibilità stessa di esistere.

La guerra e il realismo dei pacifisti

Prendere posizione contro tutte le guerre non è tirarsi fuori dalla contesa. È prendere realisticamente atto che mai una guerra ha definitivamente e stabilmente risolto una controversia. È prendere realisticamente coscienza che una guerra alimenta sempre altre guerre. È denunciare realisticamente e per l’ennesima volta che le vittime di guerra sono per il 90 per cento vittime civili e una su tre è un bambino. È non arrendersi all’idea che non ci siano alternative.

Lo scandalo eterno della guerra

L’unica cosa “vera” e documentabile (seppur marginale nelle cronache e nelle considerazioni politiche) su quanto sta succedendo in Ucraina, sono le vittime, militari e civili, dirette e indirette. L’auspicio è che tutte le vittime “inutili” di questa guerra, unite a quelle dei tanti altri conflitti di cui è fatta la guerra mondiale per frammenti, si trasformino in un grido permanente: basta!