Città in vendita: Firenze e non solo

“Firenze alienata. Vendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare” (a cura di Ilaria Agostini e Francesca Conti) è un atto d’accusa che dimostra plasticamente le conseguenze sociali devastanti della svendita del patrimonio delle città ai fondi privati e dell’abbandono della cifra politica dell’urbanistica. Ma che getta lo sguardo, anche, sulle tante proposte e lotte per uno sviluppo alternativo della città.

La speculazione immobiliare si fa legge

Qualche mese fa, il cosiddetto disegno di legge “salva Milano” si apprestava a legalizzare le “disinvolte” prassi dell’urbanistica del capoluogo lombardo. Il tentativo fu bloccato da una sollevazione dell’opinione pubblica e da alcune indagini giudiziarie. Ma, il 2 dicembre, la speculazione immobiliare è diventata legge, con il seducente nome di “semplificazione”. La cementificazione selvaggia diventerà regola.

Catania, ancora una volta Milano del Sud?

Il recente scandalo urbanistico milanese ha evidenziato l’acquiescenza delle amministrazioni pubbliche agli interessi speculativi più diversi e, parallelamente, l’assenza di strategie capaci di migliorare la vivibilità delle città. Si tratta, peraltro, di una situazione generalizzata nel Paese. A Catania, poi, questo sistema è regola da sempre. In attesa che dalla “città della rendita” si passi alla “città dei cittadini”.

Urbanistica: cosa hanno in comune Milano e Torino?

Lo scandalo urbanistico di Milano presenta alcune analogie con la situazione torinese. Certo, a Torino non ci sono palazzi costruiti nei cortili o grattacieli fatti passare per ristrutturazioni. Ma c’è una trentennale pratica di alienazione di beni comuni: in centro, in periferia e anche in precollina. Nessuna ipotesi di corruzione, almeno per ora. Ma la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo di governo del territorio.

La Milano da bere si è ubriacata di liberismo

La storiaccia che scuote Milano è l’epilogo della vicenda, iniziata negli anni Ottanta, che ha cancellato l’urbanistica (intesa come veicolo per una città a misura d’uomo), sostituendola con la liberazione da lacci e lacciuoli in vista dell’edificazione di un’avveniristica città per ricchi. Una follia insostenibile, fondata anche su favori e compiacenze tra “quelli che contano”, che ha sedotto la sinistra non solo a Milano.

Succede a Milano. Il crollo, ma forse anche no

Sei richieste di arresti eccellenti e decine di indagati, tra cui il sindaco Sala. L’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione urbanistica della città, che ipotizza «un sistema di speculazione edilizia selvaggia» accompagnato da un’ampia rete di corruzione, non è una sorpresa, ma il prevedibile esito di quindici anni di amministrazione bipartisan a dir poco disinvolta. Che non finirà senza una forte spinta dal basso.

La legge “Salva-Milano”: il funerale dell’urbanistica

La legge “Salva Milano” è un attacco all’idea stessa di urbanistica e, insieme, a una concezione di città a misura d’uomo. Con essa la realizzazione di un grattacielo al posto di una vecchia costruzione a due piani passa per rigenerazione urbana senza rischi per le amministrazioni. E spiace (benché sia diventata un’abitudine) vedere che a questo scempio concorra la sinistra di governo (a Milano e non solo).