Indignazione

Guerra e indignazione

Uno dei più influenti intellettuali tedeschi ed europei riflette sui dilemmi provocati dalla guerra d’aggressione russa in Ucraina e in particolare sulla natura e la portata dell’aiuto militare a un’Ucraina duramente colpita, nell’alternativa tra una sconfitta dell’Ucraina o l’escalation di un conflitto limitato in una terza guerra mondiale. Sullo sfondo la conversione degli ex pacifisti tedeschi.

È guerra!

Morti, distruzioni, violenze, stupri, profughi, fame, sete, orrore… È la guerra. Di nuovo una “inutile strage”. Senza che si vedano spiragli di pace. Dopo 80 giorni, uno sguardo retrospettivo aiuta a capire meglio la situazione nel suo divenire. Per questo viene qui proposta una selezione ragionata di articoli pubblicati in questi mesi. Anche a futura memoria.

Tradimento

Il tradimento. L’ America e noi

Un imprenditore che ha lavorato per quasi cinquant’anni in Russia e in Ucraina rilegge, alla luce della propria esperienza, i documenti fondamentali della politica di potenza americana che ha portato oggi il mondo sull’orlo della catastrofe. Sullo sfondo della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina la dottrina Wolfowitz e la teoria dell’eccezionalismo americano.

Tra ideologia di guerra e politiche di potenza

Con il passare delle settimane il quadro si fa più chiaro. La guerra in Ucraina non è (più) un conflitto locale per la sovranità su alcuni territori ma uno scontro tra le grandi potenze per ridisegnare le sfere di influenza, esteso anche a chi, come la Cina, in questo momento sembra stare alla finestra. Poco importa se l’Ucraina viene distrutta e la guerra prosegue all’infinito.

Ucraina. Per una soluzione di pace

I funesti effetti di Versailles nella prima metà del ‘900 hanno insegnato che dai conflitti e dalle tragedie belliche si esce soltanto con accordi che guardino al futuro e coinvolgano l’intera comunità internazionale. Per la guerra in Ucraina occorre, con urgenza, una Conferenza di pace. A quando una iniziativa dell’Unione Europea e dell’Italia?

L’escalation delle parole

Ogni guerra, negli ultimi decenni, ha comportato la militarizzazione e la polarizzazione del dibattito pubblico: o con me o contro di me, o con la democrazia o con il dittatore di turno, o con l’Occidente o con i fondamentalisti. Ma mai come in questi mesi di guerra in Ucraina l’arruolamento delle opinioni conformi e la scomunica di quelle difformi ha travalicato il limite della decenza.

La maledizione di Ramstein

Il 26 aprile a Ramstein i ministri della difesa di 40 Stati hanno stipulato una sorta di Santa Alleanza dell’Occidente per sconfiggere la Russia e metterla in condizioni di “non nuocere”, costi quel che costi in termini di distruzioni e morti. Con Ramstein siamo di fronte a una svolta della guerra e forse della storia. Ma Santa Alleanza ci porta dritti all’inferno. Per favore niente vittoria, preferiamo la pace!

Ci sono profughi e profughi

Di fronte all’esodo dall’Ucraina l’UE ha finalmente adottato misure nuove, seppur insufficienti, per l’accoglienza dei profughi. Ma, intanto, sulle stesse frontiere proseguono respingimenti e discriminazioni, i richiedenti asilo provenienti da Afghanistan e Siria sono bloccati in Turchia e nel Mediterraneo si continua a morire. Evidentemente ci sono profughi di serie A e profughi di serie B.

Transizione

Transizione

E’ esagerato pensare che questi di oggi siano soltanto i prodromi del passaggio egemonico da Ovest a Est del pianeta, che dopo più di cinque secoli di Atlantico si stia aprendo l’era del Pacifico? L’indifferenza di tre quarti del globo per la tragedia ucraina sembrerebbe confermarlo. Riflessioni leggendo Chomsky