Come ti svendo il motovelodromo di Torino

Mentre dà il via al Giro d’Italia, Torino svende, al prezzo di 6.000 euro l’anno per 60 anni, il proprio motovelodromo (la struttura sportiva più vecchia fra quelle esistenti in Piemonte e unica architettura sportiva superstite dei primi trent’anni del Novecento). Così si tutelano, nella città della Mole, la nostra storia e i beni comuni.

Torino. Un sito per la casetta di via Trivero

Volere la Luna ha messo radici a Torino: in via Trivero, quartiere Parella, in una palazzina fino a trent’anni fa sede di una mitica (ed eretica) sezione del Pci, poi abbandonata. L’abbiamo risistemata e resa centro di attività sociali e culturali per il territorio. E ora c’è anche un sito: www.viatrivero.vll.staging.19.coop.

Torino. Guai ai senza tetto

I clochard non devono ricevere elemosine, gli vanno tolti i cani e devono essere cacciati dai portici del centro e privati anche di cartoni e coperte. Questo accade in una Torino un tempo solidale e oggi dimentica del fatto che il decoro si trasforma in ipocrisia se non è l’interfaccia di una società giusta in cui le persone vivono dignitosamente.

Torino: le elezioni si avvicinano e la città è ferma

Torino è, politicamente, ferma. Il centrosinistra non ha elaborato la sconfitta del 2016 e continua sulla stessa insostenibile linea. I movimenti, per parte loro, non hanno saputo né progettare né aggregare. Occorre, certo, ripartire dai luoghi della vita e della sofferenza ma anche aprire un confronto sulla possibilità che ciò si trasformi in battaglia politica.

Torino. La repressione continua

La repressione nei confronti di studenti e ricercatori dell’Università di Torino si intensifica. Il fatto è sempre la mobilitazione, il 13 febbraio scorso, contro un volantinaggio del FUAN con pesanti attacchi all’ANPI. E il senso dell’operazione è evidente: per polizia e magistratura ad essere pericoloso non è il rinascente fascismo ma chi vi si oppone.

Accadde a Torino

Chi era quel padre, amato e detestato, che le ha riempito la vita di un vuoto ingombrante? La domanda percorre “Città sommersa” di Marta Barone (Bompiani, 2020): un romanzo emozionante e, insieme, un tassello prezioso per restituire dignità agli anni Settanta, per dire che non sono stati soltanto anni in cui «si sparava per le strade».