Sarah Kane e il presagio di quel che siamo diventati

La rappresentazione, al Teatro delle Passioni di Modena, di una nuova versione di “Crave”, a quasi trent’anni dal suicidio di Sarah Kane, precipitano lo spettatore in un conflitto che non consente negoziazioni: il conflitto che ha travolto l’autrice, incapace di superare un doppio trauma: il fardello di una atroce nevrosi e il raccapriccio per il presagio di quel che saremmo diventati nel successivo venticinquennio.

Dickens, Engels e il Natale del nostro scontento

Lo scorbutico e gelido uomo d’affari Ebenezer Scrooge, protagonista del proverbiale “Canto di Natale” dickensiano, ci appare oggi come un burbero sprovveduto a confronto con i tecno-tiranni del nostro tempo e con le schiere dei loro servili ammiratori. Ma l’eccellente interpretazione teatrale dell’attrice Orietta Notari esalta le pagine ancora oggi memorabili del “canto” di Dickens.

La “Duse” di Pietro Marcello

Un ritratto personalissimo e reinventato della grande attrice, perché per Pietro Marcello la Duse è soprattutto un personaggio-pretesto per raccontare la dissoluzione di un mondo e il precipitare nell’abisso del fascismo di una società che non ha i codici per decifrare una nuova realtà, e quindi neppure per difendersene.

Suonare Mozart costa, oggi più di ieri

Le polemiche tra il mondo dello spettacolo e il ministro della Cultura rivelano, oltre all’intolleranza di quest’ultimo, un problema strutturale. A differenza della produzione manifatturiera, i concerti, il teatro, il cinema (e molte altre attività) richiedono gli stessi addetti di un secolo fa, ma con costi molto più elevati. E il mancato aumento della relativa spesa equivale a un de-finanziamento. Ma la politica non se ne accorge.

Le donne ibseniane, pilastri della società

Al di là delle apparenze e di alcuni giudizi superficiali, Ibsen è uno tra i pochi intellettuali europei della seconda metà del XIX secolo impegnato, sul piano letterario, per la causa del nascente movimento femminista. Nel suo ampio arazzo drammaturgico, popolato da soggetti falsi, sfumati e imperfetti, infatti, la donna rappresenta sempre, pur in diverse forme, l’elemento inverante e autentificante.

Corpo e spazio, qui e ora

La relazione tra corpi, l’ importanza del qui e ora, del non differibile e non ripetibile è una forma di comunicazione essenziale nel teatro, ma non solo. Nella scuola in primo luogo, dove la relazione a distanza nel virtuale non può sostituire la forza educativa della compresenza reale e la relazione con i corpi degli altri.