Migranti. Ius culturae, quella sinistra senza coraggio

Si chiama “ius culturae” e prevede la concessione della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia che vi abbiano compito un ciclo scolastico. Per ora è un disegno di legge ma già, a sinistra, si dice che non è una priorità. Quando si smetterà di rinunciare anche alle battaglie più ovvie “per non fare un favore alla destra”?

Arginare il razzismo di Salvini. E poi?

Il probabile accordo di governo tra un M5S inadeguato e contradditorio e un PD che ha perso ogni rapporto con i suoi valori della sua storia ci eviterà anni di dominio della destra razzista di Matteo Salvini. Ma fino a quando? La risposta dipende dalla capacità della sinistra di ritrovare unità e voce.

Prima durante e dopo la scomparsa della sinistra

La politica dovremmo proporla e viverla come ricostruzione di socialità, di relazioni, di mutualismo. E non solo sul terreno dei bisogni. Esiste un desiderio di comunità politica, di luoghi comuni in cui ritrovare una dimensione collettiva, in cui poter portare tutta intera la propria vita, la propria storia.

Le tre destre e le masse popolari

Nel Paese cresce l’insofferenza per il corso catastrofico delle cose. Ma se si andasse a votare oggi, i partiti di destra otterrebbero oltre il 50% dei voti con molti giovani, lavoratori, pensionati e precari che li votano. Perché succede questo? Cosa fare per recuperare a una visione e a un impegno a sinistra il popolo che vota a destra?