Fare scuola a casa: tra pragmatismo e antistatalismo

Sono alcune migliaia le famiglie italiane che si occupano direttamente dell’educazione dei figli. La loro estrazione, come segnala un libro recente, è eterogenea (libertari laici e fondamentalisti cristiani, minoranze etniche e religiose, antistatalisti e pedagogisti della descolarizzazione) ma alla base c’è sempre il disconoscimento della dimensione politica dell’esistenza.

Andiamo a scuola!

Il ritorno a scuola è avvenuto con molte ombre ma anche con qualche luce. Pur nel caos della nomina dei docenti annuali, caratterizzata da errori e disfunzioni ancora maggiori che negli anni precedenti, le scuole, come sempre nelle emergenze, hanno saputo tirar fuori, nonostante la carenza strutturale di fondi, energie inaspettate.

La scuola in vacanza?

In questi mesi il dibattito sulla scuola ha assunto toni surreali e chiunque si è sentito legittimato a pontificare su tutto, dalla didattica a distanza fino alla data e alle modalità di riapertura. Intanto, per fortuna, nella scuola c’è chi, in silenzio, lavora per definire «come si riapre», ma anche «cosa si dovrà fare», una volta rientrarti.

L’8 settembre della scuola italiana

Come riapriranno le scuole è tuttora incerto. Eppure già a marzo un Governo degno di questo nome avrebbe saputo cosa fare: assumere almeno altri 100.000 docenti, bloccare i tagli della legge Gelmini, acquisire spazi provvisori e avviare i cantieri per ampliare quelli stabili, scrivere direttive chiare e univoche. Ma non l’ha fatto.

Un new deal per la scuola

In molti hanno pensato che la pandemia fosse l’occasione per rivedere le priorità del nostro modello di sviluppo e, in esso, del sistema scolastico. Non è stato e non è così. Anche perché ciò che occorre è un vero e proprio new deal, di medio periodo, in cui una nuova cultura della scuola diventi egemone nella società.

La scuola non è un’azienda

C’è chi si sta adoperando per una scuola peggiore di prima: diretta da manager, funzionale alle richieste degli imprenditori (infiocchettate da alcune parole inglesi), con una forte quota di didattica a distanza. L’alternativa è una scuola strutturata come comunità educante in cui si costruiscono rapporti e consapevolezza di sé.