L’incerto futuro della scuola

La scuola dopo il coronavirus stenta a vedersi. La sola cosa certa è il ritardo con cui il Ministro dell’istruzione sta affrontando la questione, sotto tutti i punti di vista. Quello delle risorse e non solo. Eppure nel mondo della scuola le idee e le proposte non mancano, come dimostra anche un seminario di Volere la luna.

Bacheca #eventivolerelaluna

Il quarto incontro di formazione/informazione di VOLERE LA LUNA si terrà, in videoconferenza mercoledì 3 giugno dalle 20.45 alle 23.00. L’incontro avrà ad oggetto “La scuola dopo il covid-19”, tema attualissimo e che speriamo sia occasione per un confronto ampio anche fuori dai nostri stretti confini.

Corpo e spazio, qui e ora

La relazione tra corpi, l’ importanza del qui e ora, del non differibile e non ripetibile è una forma di comunicazione essenziale nel teatro, ma non solo. Nella scuola in primo luogo, dove la relazione a distanza nel virtuale non può sostituire la forza educativa della compresenza reale e la relazione con i corpi degli altri.

Il buio in fondo al tunnel

Non ci rendiamo conto di quel che ci aspetta in un futuro che è già presente. Smart working, didattica in remoto, giovani sempre più isolati, anziani sacrificati, Confindustria all’assalto. Eppure, testardamente, non ci arrendiamo e continuiamo a pensare che questa debba essere l’occasione per volere veramente la luna: si persevera per dare un senso alla nostra vita.

L’unico futuro possibile

Cosa ci aspetta dopo l’epidemia? Aumenteranno i disoccupati, i poveri, le differenze e, insieme, saranno messe in campo ingenti risorse finanziarie. Bisogna produrre, tra le due situazioni, un corto circuito virtuoso investendo in scuola, formazione, università e ricerca, salute, ambiente e territorio, infrastrutture materiali e digitali. 

Lettera aperta alla ministra dell’istruzione

A settembre si tornerà a scuola. Non sappiamo ancora come. Ma è necessario deciderlo presto e concordarlo con l’intera comunità scolastica. Non ci sono scorciatoie né bacchette magiche. In particolare non lo è la didattica a distanza. In una lettera alla ministra dell’istruzione tre esperte di scuola spiegano perché e indicano alcuni obiettivi.
POSTILLA. Il 13 maggio la lettera è stata inviata alla ministra con le prime 200 sottoscrizioni.

Ragioni di preoccupazione

Il virus sta facendo arretrare anche prospettive ormai acquisite almeno da una parte della società: la riduzione dei rifiuti, l’incentivazione del trasporto pubblico, una scuola fondata sulla socialità, la prudenza nella introduzione di nuove tecnologie, la non discriminazione per ragioni di età… Corriamo ai ripari prima che sia tardi!

Insegnare a distanza?

Qualche settimana fa la figlia quindicenne di una mia amica, parlando delle lezioni on line, mi ha detto: «Ma io per potere imparare ho bisogno di avere davanti a me la mia professoressa e che lei mi possa guardare negli occhi per vedere se ho capito». L’avrei abbracciata! Non scambiamo l’attuale “supplenza” con la vita!