Sulle orme di Felice Besostri: abrogare il Rosatellum

Il Rosatellum è una legge ingiusta e incostituzionale perché disattende sotto vari profili la volontà degli elettori e produce gravi torsioni degli esiti del voto. Per questo, sotto l’impulso di Felice Besostri, sono stati promossi ricorsi ai tribunali e alle Giunta delle elezioni, eccezioni di costituzionalità e via seguitando. In mancanza di riscontri positivi è ora in corso la preparazione di un referendum abrogativo della legge.

Felice Besostri: l’avvocato degli elettori

Se si è pervenuti alla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale nota come Italicum, il merito principale è stato dell’avvocato Felice Besostri, morto il giorno dell’Epifania. Purtroppo quella vittoria non è stata sufficiente ché la politica ha partorito un altro “mostro” come il Rosatellum. L’impegno per una legge elettorale coerente con la Costituzione deve, dunque, continuare nel solco tracciato da Felice.

Per una nuova legge elettorale, ora!

Le istituzioni sono ai minimi storici nella considerazione pubblica. La responsabilità è, anche, di un sistema elettorale che falsifica la rappresentanza, esalta il potere dei capi partito e compromette la possibilità di scelta degli elettori. L’approvazione di una legge elettorale proporzionale, seppur da sola insufficiente, è un passaggio fondamentale per ridare credibilità alla nostra democrazia.

Il rischio democratico e le lacrime di coccodrillo

L’appello di Letta a votare PD per evitare che la destra, con il 43% dei voti, conquisti il 70% dei seggi è incongruo. Non solo perché a questa situazione si è arrivati per responsabilità dello stesso Letta, ma ancor più perché un recupero di consensi significativi da parte del PD è del tutto irrealistico. Per questo il voto utile è solo quello che può eleggere parlamentari impegnati per la pace e la democrazia.

Fantasie di una sinistra possibile

Non esiste oggi, alla vigilia delle elezioni, un fronte schierato in difesa della Costituzione, contro la guerra e per la giustizia ecologica e sociale. E gli apparentamenti abborracciati non servono. Occorre un po’ di speranza e di fantasia. La sinistra si costruisce con un progetto chiaro e alternativo all’esistente. Un governo di destra fa paura, ma ancor di più è da temere la fine della speranza di cambiamento.

Elezioni: un campo largo a perdere

Il problema politico del Paese non è il tramonto di Draghi e neppure il voto anticipato. È la legge elettorale, che comprime la possibilità di scelta dei cittadini e attribuisce alla maggioranza una rappresentanza assai superiore alla sua reale consistenza. Oggi ciò gioca a favore dello schieramento compatto delle destre. Ad esso andrebbe contrapposto un fronte antifascista che, peraltro, non esiste.