Il razzismo ha radici profonde

La violenza razzista è, nel nostro Paese, una realtà. Con una evidente responsabilità delle forze xenofobe e dei media che ne amplificano le posizioni. Ma contrastare Salvini non basta se non si indagano le radici profonde del razzismo e non si costruisce un’uscita in positivo dalla crisi.

La catastrofe annunciata

La infame legge razzista voluta da Bibi Netanyahu è il peggior oltraggio che il sionismo potesse fare all’ebraismo: con essa si vuol fare ritornare gli ebrei a prima di Abramo, ad un pensiero tribale idolatrico, facendo della “terra” l’idolo a cui prosternarsi.

Calcio: campioni di razza

A volte basta un gesto a smontare la stupidità e il razzismo. Lo hanno fatto alcuni tra i più grandi campioni del calcio. Tra questi, Dani Alves, difensore del Barça, che, di fronte al lancio di una banana da parte dei tifosi avversari, la raccolse, la sbucciò, la osservò e la ingoiò in un sol boccone, continuando a giocare.

La svolta razzista

I numeri, anche quelli provenienti dal Ministero degli interni, mostrano che le politiche di rifiuto e di allontanamento dei diversi rilanciate dal ministro Salvini non hanno alcuna seria base nell’entità dei flussi migratori, ma sono frutto di una vera e propria svolta razzista. Saperlo non è la soluzione del problema ma un punto di partenza necessario.