Piero Gobetti, la proporzionale. E noi

I post-fascisti al governo nel Paese vogliono stravolgere i fondamenti della Repubblica democratica. E, viste le difficoltà di introdurre il premierato, pensano a una modifica in senso ulteriormente maggioritario della legge elettorale. Impressionanti le analogie con l’avvento del fascismo e attualissimi gli interventi di Piero Gobetti su “Rivoluzione liberale”, tra il 1923 e il 1925, in difesa del sistema proporzionale.

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

Macron: una disfatta che apre una crisi di regime

Dopo l’elezione a “sorpresa” del 2027 il disegno politico del presidente Macron è progressivamente fallito fino alla disfatta nelle elezioni legislative di luglio. Oggi il Parlamento diviso in tre parti e il Paese è ingovernabile. Macron ha reagito negando l’incarico di primo ministro al Nouveau Front Populaire, vincitore delle elezioni: una scelta che ribalta le prassi costituzionali e rivela una crisi di regime forse irreversibile.

Per una nuova legge elettorale, ora!

Le istituzioni sono ai minimi storici nella considerazione pubblica. La responsabilità è, anche, di un sistema elettorale che falsifica la rappresentanza, esalta il potere dei capi partito e compromette la possibilità di scelta degli elettori. L’approvazione di una legge elettorale proporzionale, seppur da sola insufficiente, è un passaggio fondamentale per ridare credibilità alla nostra democrazia.

Per una “coalizione d’emergenza” nel maggioritario

Per arginare gli effetti di una legge elettorale truffaldina e impedire una vittoria della destra al di sopra della sua effettiva consistenza occorre dar vita, per la quota maggioritaria, a una coalizione d’emergenza senza preclusioni per alcuno (ferma la soggettività di ogni forza politica, che si manifesterà nel proporzionale). È quanto chiede un appello di intellettuali e giuristi.

grande fuga

La grande fuga

I 523 giorni del governo Draghi hanno lasciato il sistema politico italiano in uno stato di disgregazione senza precedenti. La grande fuga del Migliore dalle sue responsabilità – perché è di questo che si è trattato – lascia dietro di sé scenari aperti a una preoccupante rivincita della destra peggiore. La mancata riforma elettorale in senso proporzionale è una responsabilità inescusabile del Pd in primo luogo e dell’intero campo democratico.

L’autorevolezza perduta del Parlamento (a margine del bis di Mattarella)

La rielezione di Mattarella, dopo quella di Napolitano, induce ad alcune riflessioni. Certo un doppio mandato presidenziale (potenzialmente di complessivi 14 anni) non è tranquillizzante, ma il vero problema è la perdita di centralità di chi elegge il presidente, cioè del Parlamento. A ripristinare quella centralità perduta dovrebbero essere dedicate le prossime riforme.